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Carburanti oltre quota due euro: ennesima stangata per la rete stradale

Il Mimit conferma i rincari per benzina e gasolio

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha diffuso i dati aggiornati dell'Osservatorio carburanti, ufficializzando l'ennesima fiammata sui listini di benzina e gasolio lungo la rete viaria nazionale. La rilevazione quotidiana evidenzia un aumento generalizzato dei prezzi medi praticati in modalità self service, con la verde che ha raggiunto i 2,039 euro al litro sulle strade ordinarie e il diesel salito a 2,147 euro. Lo strappo al rialzo risulta ancora più marcato sulla rete autostradale, dove il costo medio della benzina ha toccato i 2,124 euro al litro, mentre il gasolio ha varcato la soglia dei 2,221 euro, registrando incrementi significativi rispetto alle rilevazioni del giorno precedente.

L'escalation dei prezzi del barile sui mercati internazionali e le tensioni sulle catene di approvvigionamento continuano a scaricarsi direttamente sulle pompe distributive, provocando forte preoccupazione tra gli operatori dell'autotrasporto e i pendolari. L'aumento progressivo dei costi energetici rischia infatti di innescare un pericoloso effetto domino sui costi della logistica integrata e dei servizi di trasporto pubblico locale, proprio in concomitanza con la ripresa delle attività lavorative e scolastiche di settembre.

Per contenere l'impatto economico su famiglie e imprese, le associazioni di settore e i rappresentanti della filiera dei trasporti chiedono un intervento governativo tempestivo sulla componente fiscale dei carburanti. La riduzione temporanea delle accise e il rafforzamento delle misure di monitoraggio sui margini di raffinazione appaiono strumenti indispensabili per raffreddare i listini, salvaguardare la competitività delle flotte aziendali e prevenire sanzioni economiche che rischierebbero di frenare la ripresa del comparto automobilistico e della mobilità merci.

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