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Settembre nero per i trasporti: via al mese di scioperi

Dalle ferrovie al trasporto aereo ed urbano, i sindacati paralizzano la mobilità

Le principali sigle sindacali del settore dei trasporti hanno aperto lunedì sette settembre una prolungata stagione di mobilitazione nazionale che interesserà l'intera rete dei collegamenti italiani per tutto il mese. Il calendario delle proteste si è aperto ufficialmente nelle prime ore della serata con lo sciopero del personale del Gruppo Ferrovie dello Stato, Trenitalia e del comparto merci su rotaia, avviando una sequenza di agitazioni destinata a coinvolgere progressivamente il trasporto aereo e la rete della mobilità pubblica locale fino ai primi giorni di ottobre. L'iniziativa nasce per rivendicare il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, l'adeguamento delle condizioni di sicurezza per gli operatori e la revisione delle turnazioni nei nodi logistici chiave del Paese.

Le ripercussioni sulla circolazione dei treni si faranno sentire in modo marcato, determinando cancellazioni e ritardi sia lungo la rete ad alta velocità sia sul trasporto regionale, dove rimarranno attive esclusivamente le fasce orarie di garanzia previste dalla legge nei giorni feriali. Il settore merci e la manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria subiranno ulteriori interruzioni nelle prossime giornate, mentre il comparto aereo entrerà in sofferenza con le fermate programmate dei servizi merci, del personale degli scali toscani e dei controllori di volo dell'Enav previste nella seconda metà del mese.

Parallelamente, il trasporto pubblico urbano affronterà un percorso di forti disagi a macchia di leopardo lungo la penisola. I lavoratori delle aziende municipalizzate e dei consorzi di mobilità locale incroceranno le braccia a più riprese in diverse città strategiche, interessando le reti autobus e metropolitane di grandi centri abitati come Napoli, Firenze, Bergamo, Venezia e i bacini di trasporto dell'Umbria. L'impatto cumulativo delle fermate metterà a dura prova gli spostamenti quotidiani di pendolari e studenti, costringendo gli utenti a riorganizzare i propri tragitti e ponendo al centro dell'agenda politica la sostenibilità dell'intero sistema di mobilità nazionale.

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