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Siracusa, maxi evasione nell'autotrasporto

Sequestrati beni per 300 mila Euro ad Avola

La Guardia di Finanza della Compagnia di Noto ha eseguito un importante decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore a 300 mila Euro nei confronti del rappresentante legale di un'impresa di autotrasporto avente sede operativa e legale ad Avola, in provincia di Siracusa. L'imprenditore attivo nella logistica commerciale è finito sotto la lente delle Fiamme Gialle a seguito di un'accurata ispezione contabile che ha portato alla luce una base imponibile interamente nascosta al fisco di oltre 500 mila Euro, configurando formalmente la denuncia per il reato di omessa dichiarazione Iva e l'evasione delle imposte dirette nel comparto dei trasporti merci su gomma.

L'attività investigativa si è sviluppata attraverso un minuzioso riscontro incrociato eseguito sull'insieme delle fatture attive emesse dalla società di spedizioni per i servizi di movimentazione, consegna e viabilità commerciale realizzati negli ultimi anni. L'esame analitico dei documenti di vendita ha consentito di ricostruire con estrema accuratezza il reale volume d'affari dell'azienda siciliana, evidenziando come i cospicui incassi commerciali venissero sistematicamente sottratti alle dichiarazioni ufficiali dovute allo Stato. A fronte dei gravi elementi probatori raccolti dai verbali dei finanzieri, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari la misura cautelare reale, che ha posto sotto vincolo giudiziario ben trentacinque terreni e due fabbricati direttamente riconducibili nella disponibilità dell'indagato.

L'operazione condotta nel territorio aretuseo si inserisce nel più ampio solco delle attività di controllo rivolte alla tutela della trasparenza nel mercato dell'autotrasporto e dell'intera filiera logistica nazionale. Nel settore della mobilità delle merci, le frodi fiscali e le prolungate omissioni tributarie costituiscono una leva eversiva estremamente pericolosa per la tenuta del sistema. Sottraendosi al corretto adempimento dei doveri fiscali, gli operatori scorretti riescono infatti a praticare tariffe al chilometro artificialmente ribassate e non sostenibili per il settore, innescando un meccanismo di pesante concorrenza sleale.

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