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Canada: i sindacati chiedono traghetti costruiti in patria

Scontro su BC Ferries

Diciassette sindacati canadesi attivi nel settore marittimo e portuale hanno lanciato ieri l'iniziativa "Build Them Here" per costringere la compagnia provinciale BC Ferries ad assegnare la costruzione delle sue future navi ai cantieri navali della British Columbia anziché a fornitori esteri. La mobilitazione delle sigle lavorative, tra cui figurano United Steelworkers e BC Ferry & Marine Workers Union, nasce in risposta al maxi ordine assegnato alla società cinese CMI Weihai per quattro traghetti previsti in consegna entro la fine del decennio, nell'ambito di un imponente piano di rinnovo flotta che prevede diciotto imbarcazioni in quindici anni. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono all'amministrazione provinciale di vincolare i fondi pubblici alla tutela dell'occupazione locale e alla valorizzazione della filiera cantieristica della costa pacifica.

La scelta di delocalizzare la produzione in Asia comporta gravi ripercussioni sulla continuità operativa e sulla gestione logistica delle tratte marittime canadesi. I rappresentanti sindacali denunciano come l'importazione di vettori esteri renda i collegamenti insulari vulnerabili alle oscillazioni delle catene di approvvigionamento globali, provocando lunghi ritardi nei tempi di manutenzione e costi crescenti per il reperimento delle componentistiche di ricambio. Costruire le navi in patria garantirebbe al contrario una rete di assistenza tempestiva grazie alle competenze delle maestranze locali, scongiurando l'interruzione dei servizi essenziali per le comunità costiere e riducendo l'impatto economico legato alla dipendenza dalle forniture d'oltremare.

La campagna "Build Them Here" si inserisce in un contesto geopolitico segnato da crescenti tensioni commerciali, dove la sovranità industriale e l'autosufficienza nei trasporti strategici sono diventate priorità assolute per la sicurezza nazionale. La richiesta dei lavoratori trova il sostegno dell'opinione pubblica locale, fortemente orientata verso politiche di protezione del patrimonio cantieristico e della mobilità marittima regionale. Investire nella produzione interna di traghetti permetterà di ammodernare le infrastrutture di navigazione, stimolare l'economia del territorio e consolidare una rete di collegamenti navali sempre più resiliente, efficiente e sostenibile.

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