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Ex Ilva: il Governo apre un piano industriale solido

Garanzie pubbliche per la messa in sicurezza

Nella giornata di martedì 8 settembre 2026, l'esecutivo italiano ha aperto alla possibilità di un intervento pubblico diretto nel capitale dell'ex Ilva di Taranto, ponendo tuttavia come condizione vincolante la definizione preliminare di un piano industriale solido e credibile. La posizione ufficiale è stata espressa dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante un importante tavolo di confronto tenutosi a Palazzo Chigi con i rappresentanti dei sindacati metalmeccanici. La decisione del Governo punta a garantire la continuità produttiva del maggiore polo siderurgico nazionale e a salvaguardare la filiera della logistica industriale, fissando una finestra temporale di circa due mesi per valutare le offerte vincolanti degli acquirenti prima di avviare la trattativa finale.

L'eventuale ingresso dello Stato rappresenta uno snodo cruciale per l'intera catena di approvvigionamento della mobilità e delle grandi opere infrastrutturali del Paese. La produzione d'acciaio tarantina costituisce un asset altamente strategico per la fabbricazione di componenti metalliche destinate al settore automobilistico, alla cantieristica navale e alla realizzazione dei nuovi convogli ferroviari ad alta velocità. Il mantenimento dell'amministrazione straordinaria per l'intera durata del negoziato offrirà una cornice di stabilità operativa, consentendo di coordinare il rilancio degli impianti con i progetti di de-carbonizzazione e transizione ecologica previsti per la siderurgia verde, necessari per ridurre l'impatto ambientale dei trasporti industriali sul territorio pugliese.

La vertenza dello stabilimento ionico si intreccia strettamente con il potenziamento dei collegamenti intermodali tra lo scalo portuale di Taranto e la rete ferroviaria nazionale. Garantire un futuro produttivo e finanziario sicuro al complesso industriale significa proteggere migliaia di posti di lavoro e assicurare approvvigionamenti stabili di materie prime al comparto manifatturiero italiano. La cooperazione virtuosa tra risorse pubbliche, capitali privati e organizzazioni dei lavoratori costituisce l'unica via percorribile per trasformare un'annosa crisi aziendale in un'opportunità di modernizzazione della logistica e della mobilità sostenibile lungo l'intera penisola.

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