L’elettrificazione delle banchine, la filiera dell’idrogeno, le fonti rinnovabili e il recupero degli ecosistemi marini sono al centro del percorso che ha portato l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale ad ottenere lo “Smart Ports Award 2026”. Il premio è stato consegnato durante gli Stati generali degli Smart Ports, ospitati da RemTech Expo e dedicati a “Porti, innovazione e sostenibilità: traiettorie operative per la transizione”. A ritirarlo è stato il presidente Raffaele Latrofa.
La motivazione riconosce all’Adsp una strategia che tiene insieme sviluppo sostenibile, decarbonizzazione, digitalizzazione e rapporto tra porto e città. Il riconoscimento valorizza, in particolare, le iniziative rivolte alla produzione di energia da fonti rinnovabili, all’applicazione di tecnologie innovative e alla salvaguardia dell’ambiente marino, con l’obiettivo di rendere il sistema portuale più efficiente, resiliente e accessibile alla comunità.
Tra gli interventi indicati figura il cold ironing a Civitavecchia, sostenuto da investimenti superiori a 80 milioni di Euro. Il programma comprende inoltre lo sviluppo delle rinnovabili e la prima Hydrogen Valley portuale italiana. “Non dobbiamo scegliere tra crescita e sostenibilità. Dobbiamo costruire porti più competitivi, innovativi e sostenibili. Il cold ironing consentirà alle navi di spegnere i motori durante la permanenza in porto, riducendo le emissioni e migliorando la qualità dell’aria. All’Interporto, inoltre, Cfft ha già inaugurato il primo distributore di idrogeno e stiamo valutando un progetto per portare un treno alimentato a idrogeno direttamente in banchina, unendo transizione energetica ed intermodalità”, ha dichiarato.
La componente ambientale include un progetto dell’Università della Tuscia dedicato al restauro e al recupero degli habitat marini: un’attività che coinvolge ricerca scientifica, operatori e cittadini e si raccorda alle iniziative internazionali per la resilienza degli ecosistemi costieri. “La nostra idea di Smart Port non è semplicemente un porto con più tecnologia, ma uno scalo che utilizza innovazione e infrastrutture per ridurre il proprio impatto ambientale e creare valore per il territorio. In questa visione si inserisce anche il progetto del Parco delle Dune del Mediterraneo, per ricucire il rapporto tra Civitavecchia e il suo porto. Porto e città devono crescere insieme”, ha concluso.