L'Università di Torino e l’agenzia nazionale del petrolio del Brasile hanno pubblicato sulla rivista "Energy Policy" uno studio congiunto per spiegare perché la disponibilità di tecnologia ed un prezzo conveniente dell'etanolo non bastino a sostituire la benzina. La ricerca, condotta dalle economiste Magda Fontana e Laura Soares insieme ad André Suriane, analizza il comportamento degli automobilisti in oltre cinquemila comuni brasiliani tra il settembre 2020 ed il dicembre 2021. L'indagine evidenzia come le preferenze di consumo nel settore della mobilità sostenibile siano guidate da dinamiche territoriali complessi, ben oltre il mero fattore economico. La transizione verso i biocarburanti richiede quindi strategie mirate che tengano conto dei fattori sociali.
Il contesto del Brasile rappresenta un modello globale per l'impiego dei carburanti alternativi nei trasporti terrestri. Fin dal programma storico Proálcool avviato negli anni Settanta per contrastare lo shock petrolifero, il Paese sudamericano ha promosso l'integrazione delle filiere agricole con l'industria automobilistica. L'introduzione dei motori flex-fuel nei primi anni Duemila ha consentito agli utenti di alimentare lo stesso veicolo con benzina, etanolo o miscele variabili. Ciononostante, lo studio dimostra che la libertà di scelta tecnica non garantisce un passaggio automatico verso soluzioni a basso impatto ambientale. Le politiche fiscali dei singoli stati, la vocazione produttiva locale ed il livello di reddito influenzano fortemente le decisioni quotidiane dei guidatori alla pompa.
I risultati dell'analisi scientifica offrono indicazioni preziose per le politiche internazionali di decarbonizzazione dei trasporti e per la transizione energetica in Europa. Per incentivare l'adozione diffusa dei combustibili vegetali non è sufficiente garantire la competitività economica rispetto ai derivati del petrolio. Le istituzioni pubbliche ed i gestori delle reti di distribuzione devono coordinare interventi infrastrutturali, agevolazioni tributarie locali e campagne di sensibilizzazione sociale. Soltanto un approccio integrato, capace di considerare la geografia dei territori ed i comportamenti d'acquisto, potrà accelerare la diffusione delle energie pulite e ridurre le emissioni nel comparto dell'automotive globale.