La Federazione italiana concessionari auto ha espresso con favore verso l'avvio del confronto istituzionale sulla riforma fiscale dedicata alle flotte aziendali, prendendo però le distanze dalla proposta unitaria del settore automotive. L'associazione dei concessionari italiani considera assolutamente prioritario l'allineamento del comparto d'impresa agli standard europei, ma boccia l'ipotesi di stanziare oltre cinquecento milioni di Euro di fondi pubblici a debito per sostenere esclusivamente la transizione elettrica. Secondo la rappresentanza dei distributori, l'impianto finanziario ipotizzato finirebbe per generare un evidente vantaggio competitivo in favore delle società di noleggio a lungo termine, creando forti danni alle concessionarie tradizionali ed alterando il fondamentale principio di concorrenza sul territorio nazionale.
In un momento caratterizzato da grandi trasformazioni per l'intero comparto automobilistico, l'organizzazione sostiene con forza la necessità di applicare una rigorosa neutralità tecnologica nelle politiche fiscali del Paese. Le agevolazioni per le vetture aziendali dovrebbero infatti basarsi sulla misurazione delle emissioni effettive calcolate lungo l'intero ciclo di vita del veicolo, superando il limitante criterio che analizza soltanto lo scarico. Questa posizione si scontra apertamente con le direttive europee tese ad imporre obblighi di elettrificazione forzata, rivendicando invece un modello regolatorio equo che premi l'effettiva riduzione dell'impronta carbonica senza discriminare o favorire una singola motorizzazione rispetto alle soluzioni termiche o ibride di ultima generazione.
L'associazione ribadisce quindi che il mercato dei trasporti debba ritrovare un funzionamento autonomo basato su norme stabili, salutando con favore la recente cancellazione del bollo auto fino ad ottanta chilowatt approvata dall'Esecutivo per alleggerire i costi di gestione automobilistici. Per stimolare davvero il rinnovo del parco circolante italiano e contrastare l'obsolescenza, occorre una revisione della tassazione proporzionale, trasparente e strutturale. Solo garantendo pari dignità a tutte le tecnologie ecologiche sarà possibile tutelare la sostenibilità economica delle imprese italiane, garantendo allo stesso tempo un concreto processo di decarbonizzazione.