L'associazione automobilistica Anfia ha diffuso i dati Acea confermando la crescita del mercato dell'auto nell'Unione europea, sostenuta dalle vendite di veicoli elettrici a batteria nei mesi estivi di luglio ed agosto. Le immatricolazioni comunitarie hanno registrato un incremento su scala continentale nei primi otto mesi dell'anno, trainate dalle eccellenti performance registrate nel Regno Unito, in Spagna ed in Francia. L'accelerazione delle alimentazioni ricaricabili ha consentito alle vetture a zero emissioni di toccare ad agosto la quota record del ventisette e sette per cento sul totale delle immatricolazioni, evidenziando una progressiva trasformazione delle abitudini d'acquisto dei consumatori europei verso la transizione ecologica.
L'espansione dei mezzi elettrificati mette tuttavia in luce forti asimmetrie territoriali all'interno del blocco comunitario: mentre la Germania registra una ripresa grazie agli incentivi statali e la Spagna beneficia delle misure del Plan Auto, l'Italia rimane drammaticamente fanalino di coda tra i grandi Paesi con una penetrazione dell'elettrico puro ferma a un modesto otto per cento. Parallelamente cresce la preoccupazione dell'industria per la pressione dei costruttori asiatici sul mercato interno. Nei primi sei mesi dell'anno le importazioni di autovetture provenienti dalla Cina sono infatti aumentate del settanta per cento, arrivando a rappresentare un quarto di tutti i veicoli extra-Ue commercializzati in Europa e spingendo la filiera a chiedere tutele analoghe a quelle siderurgiche.
Per difendere la competitività produttiva continentale di fronte all'avanzata delle fabbriche orientali, la filiera automotive sollecita una revisione delle normative che includa il principio della neutralità tecnologica e il sostegno ai carburanti alternativi. L'andamento differenziato dei mercati nazionali dimostra la necessità di politiche infrastrutturali omogenee e di incentivi stabili per accompagnare il rinnovo del parco circolante. La sfida per l'Europa risiede nell'equilibrio tra ambiziosi target climatici e salvaguardia dei posti di lavoro, proteggendo la catena del valore locale in un momento di profonda ristrutturazione industriale e forte spinta verso la mobilità ad impatto zero.