Il consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge per rinviare il blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro cinque nell'area del Bacino Padano. Il provvedimento, fortemente promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, interviene per scongiurare un blocco generalizzato del traffico che avrebbe colpito pesantemente la mobilità di famiglie e imprese nelle regioni del nord Italia. L'intervento governativo nasce dalla necessità di bilanciare le normative europee sulla qualità dell'aria con la tenuta economica del tessuto produttivo, evitando limitazioni repentine agli spostamenti quotidiani dei cittadini in assenza di adeguate alternative di rinnovo del parco circolante.
In Italia il parco veicolare conta circa tre milioni e mezzo di autovetture e seicentomila veicoli commerciali ad alimentazione diesel Euro cinque, con una concentrazione superiore ad un milione e duecentomila auto e duecentomila furgoni operativi nel solo Bacino Padano. Un'eventuale stretta avrebbe paralizzato la logistica dell'ultimo miglio ed il pendolarismo in regioni chiave come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Per mitigare l'impatto ambientale senza penalizzare le attività economiche, il Ministero sta parallelamente potenziando gli incentivi per la transizione ecologica e promuovendo l'installazione dei dispositivi di monitoraggio chilometrico Move-In, pensati per contingentare le emissioni dei mezzi più datati garantendo comunque una quota annuale di chilometri percorribili.
Soddisfazione è stata espressa dai vertici del ministero delle Infrastrutture, che hanno ribadito l'impegno a tutela della continuità operativa delle imprese artigiane e del trasporto-merci. La decisione si inserisce in un dibattito più ampio sulla sostenibilità dei trasporti, dove la progressiva decarbonizzazione dei flussi urbani deve integrarsi con programmi strutturali di ammodernamento delle flotte e con lo sviluppo del trasporto pubblico locale. La proroga concessa ai motori termici di ultima generazione rappresenta una boccata d'ossigeno temporanea per il settore automotive, nell'attesa che le politiche di incentivazione statale e la diffusione di alimentazioni alternative rendano sostenibile il ricambio generazionale dei veicoli su scala nazionale.