Il 30 settembre, una delegazione di esperti ed attivisti sudamericani incontrerà papa Leone XIV in Vaticano per denunciare il grave avvelenamento da mercurio dei fiumi amazzonici provocato dall'estrazione dell'oro. La delegazione, guidata da accademici di Colombia, Bolivia e Perù con il sostegno dell'organizzazione Focsiv, presenterà al pontefice un dettagliato rapporto sulla crisi ecologica e sanitaria prima del suo viaggio apostolico in America Latina. L'iniziativa accende i riflettori sull'impatto devastante dell'estrazione mineraria illegale lungo le arterie fluviali dell'Amazzonia, dove le rotte di trasporto dell'oro e dei materiali chimici stanno compromettendo irrimediabilmente la sopravvivenza delle comunità native e l'equilibrio dei bacini idrografici regionali.
L'attività estrattiva, sospinta dalla domanda globale del metallo prezioso come bene rifugio, comporta il riversamento di centinaia di tonnellate di sostanze tossiche nelle vie d'acqua fluviali, utilizzate dalle popolazioni locali sia per l'alimentazione sia per la navigazione e il trasporto merci. Nella sola regione peruviana di Madre de Dios si stima il rilascio di oltre centottanta tonnellate di sostanze inquinanti all'anno, con percentuali di contaminazione che superano il novantasette per cento tra gli abitanti dei bacini fluviali. La trasformazione chimica del mercurio in metilmercurio danneggia la catena alimentare ittica, trasformando la rete di navigazione interna in un veicolo di diffusione delle patologie per intere comunità isolate.
La vertenza presentata alla Santa Sede mira a sollecitare la cooperazione internazionale per introdurre rigidi sistemi di tracciabilità della filiera e bloccare i flussi commerciali opachi. Il degrado dei fiumi amazzonici, storiche vie di comunicazione e di sostentamento, evidenzia la necessità di una transizione ecologica orientata alla tutela delle risorse naturali e della logistica sostenibile delle regioni interne. L'eliminazione dei materiali tossici rappresenta un passaggio fondamentale per salvaguardare la biodiversità e garantire la sicurezza delle rotte fluviali, indispensabili per lo sviluppo economico e sociale di uno degli ecosistemi più vulnerabili e strategici dell'intero pianeta.