A Roma, le parti sociali promuovono la nuova visione strategica per la mobilità su ferro in Italia: la FIT-CISL ha espresso un parere favorevole rispetto alle linee guida illustrate dall'amministratore delegato del Gruppo FS, Gianpiero Strisciuglio, in vista del nuovo piano industriale. L'obiettivo condiviso risiede nel trasformare la complessa stagione dei cantieri e dei lavori del PNRR in un concreto miglioramento dell'efficienza delle infrastrutture nazionali, garantendo spostamenti quotidiani più puntuali, sicuri e capillari per l'intera comunità dei viaggiatori e dei pendolari.
La posizione della rete sindacale mette in primo piano la necessità di convertire i finanziamenti della modernizzazione in benefici tangibili sia per la mobilità dei passeggeri sia per la logistica industriale, concentrando le risorse sugli avanzamenti tecnologici e su una costante manutenzione ordinaria e straordinaria. Tuttavia, l'organizzazione di categoria fissa paletti rigorosi per la futura fase di riorganizzazione aziendale. Viene infatti sollecitata l'apertura tempestiva di un tavolo di confronto permanente con le rappresentanze dei lavoratori, ritenuto fondamentale per valutare con attenzione l'impatto delle decisioni operative sui livelli occupazionali, sulle tutele contrattuali e sulla valorizzazione del know-how interno.
Il settore ferroviario rappresenta la spina dorsale della transizione ecologica e della sostenibilità in Italia, motivo per cui la gestione delle infrastrutture critiche e la qualità dei servizi erogati devono rimanere sotto una chiara responsabilità pubblica. Secondo la sigla, l'ampio patrimonio tecnico dell'azienda è frutto del lavoro svolto da generazioni di dipendenti e di scelte pubbliche strategiche. Qualsiasi mossa sul futuro del gruppo dovrà quindi garantire finanziamenti adeguati e stabilità agli investimenti, salvaguardando il valore sociale delle ferrovie sia per la rete ad alta velocità che per la rete di trasporto regionale.
Preservare queste risorse significa tutelare un bene pubblico indispensabile per la coesione territoriale del Paese. L'evoluzione del piano industriale verrà seguita con rigore costruttivo per bilanciare l'innovazione tecnologica con i diritti delle maestranze coinvolte e la qualità del servizio complessivo.