Oggi, 28 settembre, dalla capitale italiana giungono tutti i dettagli tecnici ufficiali dedicati alla nuova smart #2, attesissima citycar cento percento elettrica che farà la sua prima apparizione pubblica internazionale il prossimo dodici ottobre durante il Salone dell'Auto di Parigi. La piccola vettura ridefinisce del tutto gli standard della protezione automobilistica all'interno del segmento delle micro-auto urbane grazie all'adozione della rinnovata cellula Tridion Evo, un'architettura altamente rinforzata progettata specificamente per garantire un'eccezionale rigidità strutturale e la massima incolumità a tutti gli occupanti, conservando al tempo stesso una lunghezza totale contenuta al di sotto dei tre metri complessivi.
Sviluppata interamente sulla nuova ed efficiente piattaforma tecnica denominata Electric Compact Architecture, la biposto di origine tedesca riesce a combinare un'agilità senza pari nei vicoli cittadini, testimoniata da un raggio di sterzata record pari a soli 6,95 metri e da raffinate sospensioni posteriori a cinque bracci, con prestazioni di primo piano per l'intera categoria. Il pacco batterie al litio da 35,8 kilowattora assicura infatti un'autonomia stimata di circa 290 chilometri nel ciclo di omologazione misto e consente il ripristino completo dell'energia fino all'ottanta percento in appena venti minuti attraverso le stazioni ad alta potenza. A completare il quadro tecnico interviene poi un compatto modulo propulsivo integrato undici-in-uno.
In un contesto industriale attualmente dominato da veicoli elettrici di grandi dimensioni e dal peso considerevole, il ritorno dell'iconico schema con ruote disposte agli angoli, curato direttamente dal centro stile globale Mercedes-Benz, dona nuova linfa e prospettive alla transizione ecologica dei mercati urbani europei. L'impiego massiccio di acciai ad altissima resistenza fino a 1.800 megapascal, l'integrazione di sette airbag e l'adozione di pretensionatori pirotecnici evoluti dimostrano chiaramente che la vera sicurezza degli occupanti non dipende affatto dalla stazza complessiva del mezzo, tracciando una strada moderna per il futuro della mobilità cittadina sostenibile.