Il 29 settembre a Palermo, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana ha condannato il deputato regionale Gianfranco Miccichè ed il suo autista personale Maurizio Messina ad un risarcimento complessivo di oltre quarantaduemila euro in favore dell'Assemblea Regionale Siciliana per l'impiego indebito e continuato dell'auto blu d'ordinanza. La sentenza, depositata dal collegio presieduto dal magistrato Anna Luisa Carra insieme ai giudici Francesco Antonino Cancilla e Salvatore Grasso, ha sanzionato il reiterato utilizzo della vettura pubblica per finalità strettamente personali quali il trasporto di merci, familiari, animali domestici ed il reperimento di sostanze stupefacenti. L'esponente politico, già vertice dell'Ars ed ex sottosegretario di Stato, dovrà risarcire il danno erariale mentre si appresta ad affrontare il parallelo giudizio penale con le accuse di peculato e truffa a danno dello Stato.
I giudici contabili hanno ampiamente evidenziato nel provvedimento come la condotta contestata costituisca un esempio paradigmatico di grave distrazione delle risorse pubbliche, del tutto priva di qualunque collegamento funzionale con i doveri istituzionali dell'Assemblea regionale. Il mezzo aziendale dello Stato, concepito esclusivamente per garantire la sicurezza ed il regolare svolgimento degli spostamenti di servizio, è stato impiegato come autovettura privata tra i comuni di Palermo e Cefalù, determinando un rilevante danno finanziario per l'ente pubblico. La decisione si addiziona ad una precedente condanna per danno d'immagine e dispone il rimborso delle spese di giustizia, confermando la totale illegittimità nella gestione del veicolo assegnato.
La pronuncia riapre un vivace dibattito sulla corretta gestione delle flotte pubbliche e sui rigorosi meccanismi di controllo relativi alla mobilità di servizio dei funzionari politici. In un momento in cui la pubblica amministrazione promuove piani di efficientamento dei parco auto istituzionali, la vicenda siciliana evidenzia l'assoluta necessità di monitoraggi costanti sui chilometraggi e sulle uscite per garantire un uso corretto dei mezzi di trasporto ed evitare sprechi erariali a carico della collettività.