La Procura di Napoli Nord ha iscritto nel registro degli indagati tre persone il 5 ottobre 2026 nell'ambito delle indagini sul decesso dell'operaio sessantunenne Salvatore Calignano. L'uomo è deceduto in ospedale il 3 ottobre scorso dopo essere stato drammaticamente abbandonato in strada a seguito di un gravissimo incidente avvenuto all'interno di un cantiere nel comune di Caivano. Il sostituto procuratore Sabrina Navarro ha ipotizzato per tutti gli indagati l'accusa di omicidio colposo in cooperazione, un atto formale propedeutico al conferimento dell'incarico per l'esame autoptico fissato per il 7 ottobre. Il provvedimento giudiziario riguarda direttamente il datore di lavoro dell'operaio edile e i due proprietari dell'immobile industriale dove si stava svolgendo l'intervento di ristrutturazione.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla prevenzione degli infortuni e sulla tutela della salute dei lavoratori nei siti operativi dell'area metropolitana partenopea. Il fenomeno delle irregolarità nei cantieri e il mancato rispetto dei protocolli di protezione rappresentano una piaga drammatica per il comparto delle costruzioni, spesso caratterizzato da logiche di subappalto opache e da scarse garanzie per la manodopera. Le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali continuano a richiedere controlli stringenti, una maggiore vigilanza ispettiva sul territorio e l'applicazione severa della patente a crediti per le imprese edili, strumento introdotto per qualificare le aziende e arginare le violazioni della legge.
L'adeguamento delle infrastrutture civili e la riqualificazione urbana non possono prescindere dalla piena dignità degli operatori e dal rispetto delle norme sul lavoro sicuro. Garantire cantieri trasparenti e protetti costituisce il requisito minimo per promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile, evitando che la modernizzazione dei territori si trasformi in una drammatica scia di vite spezzate.