Il presidente di Federauto Massimo Artusi è intervenuto il 5 ottobre a Roma sul dibattito relativo alla revisione del regolamento europeo sulle emissioni di anidride carbonica dei veicoli. L'associazione dei concessionari italiani ha contestato le recenti ricostruzioni mediatiche sulle norme comunitarie, precisando come l'iter legislativo tra Commissione, Parlamento e Consiglio dell'Unione Europea risponda a precise dinamiche istituzionali di equilibrio istituzionale e non a ripensamenti improvvisi. Con una quota di mercato delle vetture totalmente elettriche che stenta a superare il venti per cento nell'area comunitaria e resta ancorata a cifre singole in Italia, l'organizzazione dei distributori evidenzia la necessità imperativa di riallineare le scadenze normative alle reali capacita d'acquisto dei consumatori e allo stato delle infrastrutture di ricarica.
La posizione di Federauto sottolinea come un'accelerazione forzata verso la sola elettrificazione rischi di penalizzare l'industria automobilistica continentale e la rete distributiva, avvantaggiando i competitor extraeuropei leader nella gestione delle materie prime critiche. L'associazione propone una strategia fondata sulla reale neutralità tecnologica, chiedendo di valorizzare i carburanti rinnovabili, i vettori energetici de-fossilizzati e i veicoli a basse emissioni per accompagnare il rinnovo del parco circolante. I concessionari sollecitano inoltre una riforma strutturale della fiscalità sul comparto automotive e una semplificazione burocratica condivisa tra le istituzioni europee e quelle nazionali.
L'adeguamento delle politiche ambientali alle dinamiche di mercato rappresenta una condizione cruciale per garantire la sostenibilità economica della filiera dei trasporti e preservare la competitività industriale europea. Un piano infrastrutturale omogeneo per la distribuzione dei diversi carburanti puliti consentirà di ridurre le emissioni senza compromettere la continuità operativa delle aziende di logistica e la libertà di spostamento dei cittadini.