La sicurezza della navigazione commerciale nel Mar Nero torna sotto pressione dopo il coinvolgimento di tre mercantili in pochi giorni nelle zone economiche esclusive di Bulgaria e Romania. Due unità sono state colpite al largo delle coste bulgare; una di esse, la Alfa Watan, è affondata e i componenti dell’equipaggio risultano dispersi. Lunedì era già colata a picco, nella zona economica esclusiva romena, la Royad Mammadov: nell’episodio hanno perso la vita il comandante e un altro marittimo, entrambi cittadini dell’Azerbaigian.
Secondo il database marittimo Equasis, citato dall’Afp, sia le due navi raggiunte nella zona economica esclusiva della Bulgaria sia la Royad Mammadov appartengono ad armatori turchi. Per la Alfa Watan non è stato finora comunicato il numero delle persone presenti a bordo al momento dell’affondamento.
Dopo una riunione d’emergenza del governo, il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha dichiarato che non è possibile, allo stato attuale, stabilire da quale parte siano arrivati i droni responsabili dei colpi contro i cargo. Il premier ha definito l’episodio un attacco assolutamente inaccettabile nella zona economica esclusiva bulgara, una gravissima violazione del diritto internazionale e delle norme marittime. Anche le autorità romene non hanno attribuito una provenienza ai droni.
Gli incidenti marittimi maturano mentre Russia e Ucraina proseguono gli attacchi sulle rispettive capitali e sulle infrastrutture. Nella notte tra lunedì e martedì, la regione di Mosca è stata investita da uno dei più consistenti raid degli ultimi mesi. Il sindaco Serghei Sobyanin ha riferito dell’impiego di 650 droni, affermando che la gran parte è stata intercettata. Il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha tuttavia comunicato la morte di due uomini, di 20 e 71 anni, nonché il ferimento di altre nove persone.
Nella porzione della regione ucraina di Zaporizhzhia controllata dalla Russia, un attacco delle forze ucraine contro un minibus ha causato tre morti e tre feriti, secondo Evgeny Balitsky, responsabile dell’amministrazione filorussa.
In Ucraina, i recenti attacchi russi alle infrastrutture energetiche hanno indotto l’operatore nazionale della rete elettrica a introdurre interruzioni programmate a rotazione a Kiev. Nella capitale sono inoltre iniziate, per la prima volta, le installazioni di reti anti-drone sui ponti, dopo i ripetuti attacchi di Mosca contro gli attraversamenti cittadini sul Dnipro. Un ulteriore attacco ha interessato nelle ultime ore un ponte sullo stesso fiume a Zaporizhzhia: la circolazione è stata sospesa e sono segnalati cinque feriti.
Martedì sera, al largo della città russa di Sochi, si è sviluppato un incendio visibile a chilometri di distanza, accompagnato da un’alta colonna di fumo. Fonti ucraine hanno riferito di un attacco con droni contro una petroliera. Testimoni presenti sul posto, sentiti dall’ANSA, ritengono invece che sia stata colpita un’infrastruttura destinata al trasbordo di petrolio.