Le autorità marittime bulgare hanno interrotto alle 17 di ieri le operazioni attive di ricerca dei dieci marittimi dell’"Alfa Watan", il cargo affondato nel Mar Nero dopo un attacco condotto con droni navali. Nessuna persona è stata localizzata durante l’intervento, al quale hanno preso parte unità navali e mezzi aerei.
Nel tratto di mare interessato sono emersi una scialuppa rovesciata, tre zattere di salvataggio e frammenti riconducibili al mercantile. Rumen Nikolov, responsabile emergenze e soccorsi dell’amministrazione marittima, ha dichiarato a Varna: “Non c’è traccia dei marinai e molto probabilmente non ce ne sarà”.
Secondo fonti della Difesa citate dall’Efe, le navi della Marina manterranno la vigilanza nell’area e resteranno attente a possibili segnali di superstiti, pur senza riavviare una missione di ricerca dedicata.
La nave, battente bandiera togolese e di proprietà turca, era in viaggio dall’Egitto alla Romania. L’attacco è avvenuto attorno alle 2:45 locali di martedì, equivalenti all’1:45 in Italia, a 70 miglia nautiche — circa 130 chilometri — dalla costa della Bulgaria, nella zona economica esclusiva bulgara.
Sofia non dispone al momento di informazioni né sul carico trasportato dall’"Alfa Watan" né sull’origine dei droni impiegati. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invece attribuito l’azione alla Russia, affermando che la ricostruzione dell’accaduto è stata verificata con la Bulgaria.
Resta intanto alla deriva l’"Able", altra nave raggiunta nell’attacco: il mercantile presenta un rischio di affondamento.