La definizione del nuovo affidamento dell’A22 resta al centro del confronto politico. Alla Camera, il ministro Matteo Salvini ha riferito che l’iter amministrativo procede e che la fase attuale riguarda l’istruttoria del Cipess, mentre la deputata Pd Sara Ferrari ha contestato duramente i ritardi accumulati e le conseguenze sul sistema concessorio e sugli investimenti attesi dai territori.
Rispondendo all’interrogazione presentata da Sara Ferrari insieme ad altri parlamentari, il titolare del Mit ha sostenuto che le questioni rimaste aperte sono state risolte e che gli uffici stanno lavorando secondo la programmazione prevista. «La procedura è in corso, l’istruttoria sta procedendo a ritmi serrati, le incertezze sono state superate, il ministero sta procedendo secondo i cronoprogramma», ha dichiarato Salvini, descrivendo come ormai delineato il percorso verso la gara.
Dopo il passaggio al Cipess, la relativa delibera dovrà essere inviata alla Corte dei Conti per la registrazione entro dicembre. Solo successivamente potrà partire la lettera d’invito destinata agli operatori già prequalificati.
Per Ferrari, tuttavia, la risposta del ministro non affronta i nodi della vicenda. Nella replica in Aula, l’esponente democratica ha richiamato anche l’annuncio relativo al ponte previsto in apertura nel 2034: «Signor ministro, non ci racconti favole, come quella sul ponte che sarà aperto nel 2034. La verità è sotto gli occhi di tutti: l’intero sistema concessorio è bloccato dalla sua palese incapacità».
La deputata ha indicato la mancata approvazione dei piani economico-finanziari e ha ribadito che, per l’A22, ulteriori slittamenti non sarebbero più giustificabili. Secondo Ferrari, il ritardo nell’uscita del bando di gara del 31 dicembre 2025 avrebbe compromesso il diritto di prelazione in favore del pubblico. Ha inoltre attribuito all’attuale gestione l’aggravamento dell’iter, tra pareri e valutazioni successive, e ha richiamato l’intervento dell’Autorità di regolazione dei trasporti sugli indici di remunerazione del capitale, nonché sui profili relativi a convenzioni, extraprofitti e dinamiche tariffarie.
«La situazione è grave. Mentre lei rinvia, le ricadute economiche per i nostri territori sono bloccate: opere pubbliche fondamentali e collegate alla concessione restano al palo, proprio in un momento di forte difficoltà economica», ha affermato Ferrari, contestando infine le prospettive indicate dal ministro sull’assegnazione entro la fine dell’anno.
Di segno opposto la valutazione della deputata leghista Vanessa Cattoi, che ha giudicato esaustiva la ricostruzione fornita dal ministro. Richiamando il fatto che la concessione è scaduta nel 2014 e i ritardi maturati nelle legislature precedenti, Cattoi ha sottolineato che l’attività del Mit avrebbe ora fissato un tracciato operativo, tempi definiti e l’obiettivo del nuovo affidamento nel rispetto delle regole. Per la parlamentare, la futura concessione dovrà rafforzare il rapporto tra l’A22 e le aree servite dall’infrastruttura, affinché l’autostrada sia sempre più funzionale alle comunità interessate.