Le tensioni lungo le rotte energetiche mediorientali riportano sotto pressione i mercati petroliferi asiatici. Il Brent, dopo il calo registrato nella serata di ieri, supera nuovamente la soglia dei 102 dollari: i contratti future guadagnano circa il 2,3% e si attestano a 102,5 dollari al barile. Il Wti sale invece del 2%, raggiungendo 90,12 dollari.
La ripresa delle quotazioni è legata al peggioramento del quadro della sicurezza nell’area di Hormuz, dove aumentano le minacce rivolte al naviglio mercantile, e alla prosecuzione degli attacchi degli Houthi nello Yemen. Due fattori che alimentano i timori per la continuità degli approvvigionamenti di greggio e prodotti energetici dal Medio Oriente.
Nella precedente seduta serale, i prezzi avevano invece ripiegato dopo l’intesa dell’Agenzia Internazionale dell’Energia per velocizzare l’immissione sul mercato delle scorte e riservare priorità alle forniture di gasolio. L’effetto di tale decisione è stato però riassorbito dalla nuova escalation delle preoccupazioni sulla sicurezza marittima.