Un quadro normativo più flessibile, capace di seguire il ritmo dell’innovazione senza derogare ai requisiti di sicurezza: è questa la richiesta portata da Motus-E al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti durante la consultazione dedicata alla revisione del Codice della Strada. L’associazione individua nella guida autonoma un passaggio strategico per la mobilità e per la tenuta competitiva dell’industria nazionale.
Il nodo prioritario riguarda l’attuale obbligo di mantenere a bordo un controllore nei veicoli autonomi. Motus-E suggerisce di sostituire tale vincolo con un modello di tele-supervisione: un operatore esterno dovrebbe poter assumere il controllo o fornire supporto con tempestività qualora si verifichino situazioni che lo richiedano. Secondo l’associazione, soluzioni di questo tipo sono già impiegate in contesti europei che coinvolgono robotaxi, autobus e navette automatizzate.
L’organizzazione propone inoltre di demandare la disciplina tecnica di dettaglio a un decreto ministeriale. Questa impostazione, nelle valutazioni di Motus-E, renderebbe più agevole l’adeguamento delle regole al progresso delle tecnologie e dei sistemi di automazione.
“La sfida della guida autonoma non riguarda solo la mobilità, ma la capacità del nostro Paese di attrarre investimenti, sviluppare competenze e rafforzare la competitività della filiera industriale”, ha dichiarato il presidente Fabio Pressi. Per Pressi occorrono norme aggiornate e allineate alle esperienze già operative in Europa, preservando la sicurezza come criterio non negoziabile.
Nel contributo inviato al ministero trovano spazio anche interventi sulla qualità della segnaletica stradale, dalla manutenzione alla visibilità, nonché l’introduzione di indicazioni dedicate alle infrastrutture di ricarica. Motus-E chiede anche una protezione più incisiva degli spazi riservati ai veicoli elettrici.
Per l’autotrasporto elettrico, infine, l’associazione propone di innalzare da 2 a 4 tonnellate la maggiorazione di massa ammessa per i mezzi pesanti. L’obiettivo è evitare che il peso degli accumulatori riduca la capacità utile delle batterie e, di conseguenza, l’autonomia operativa dei veicoli.