Il controllo della velocità dovrebbe concentrarsi anzitutto sui veicoli che, per peso e prestazioni, determinano le conseguenze più severe negli impatti. È la posizione espressa da Bettani, presidente della Consulta, che sollecita la Polizia locale di Bologna a ripristinare un’attività di vigilanza rigorosa e uniforme su ogni categoria di mezzo. Secondo il presidente, il limite di 30 chilometri orari deve essere nuovamente al centro dei controlli, soprattutto per auto, motocicli e veicoli pesanti: “Non è ideologia, ma fisica e statistica: in Italia nel 2025 i pedoni uccisi da bici e ciclomotori sono stati cinque, quelli da guidatori di auto, moto e mezzi pesanti 414”.
Bettani rileva che, dopo la fase iniziale della Città 30, le verifiche effettuate con infovelox e autovelox mobili non sarebbero più presenti sulle strade bolognesi. Per la Consulta, l’azione della Polizia locale dovrebbe invece mantenere “la stessa inflessibilità nei confronti di tutti i mezzi che superano i limiti di velocità, prima di tutto quelli che generano conseguenze ben peggiori in termini di lesività, letalità, inquinamento e traffico”.
Nel confronto con le piattaforme di consegna, la Consulta propone anche strumenti amministrativi più incisivi. Il presidente indica la necessità di “valutate ordinanze straordinarie per motivi di tutela dell’incolumità pubblica per limitare i servizi la cui organizzazione rende di fatto impossibile il rispetto dei limiti di velocità”. Parallelamente, aggiunge Bettani, con le realtà del delivery occorre sviluppare e promuovere “iniziative di formazione sulla sicurezza stradale rivolte ai propri lavoratori”.