La possibile introduzione di un limite di 60 chilometri orari per i mezzi pesanti sulle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Palermo-Messina si innesta in una fase già complessa per la mobilità siciliana. L’ipotesi, avanzata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, potrebbe incidere sui tempi della distribuzione delle merci e sui costi operativi delle imprese, mentre il rincaro dei carburanti alimenta la mobilitazione nel comparto dell’autotrasporto.
Per Emanuele Ronzoni, segretario Uil Sicilia, e Katia Di Cristina, segretario Uiltrasporti Sicilia, le due questioni richiedono una risposta immediata. “La Sicilia vive una doppia emergenza. Da un lato la protesta per il caro carburante che sta mettendo in ginocchio autotrasportatori, lavoratori della logistica e pendolari, dall’altro le criticità sulle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Palermo-Messina con l’ipotesi avanzata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di ridurre a 60 chilometri orari la velocità per i mezzi pesanti. Due fronti che rischiano di rendere ancora più difficile la mobilità dell’isola, l’economia ed il lavoro”, dichiarano.
I rappresentanti sindacali sottolineano le ricadute quotidiane sulle categorie che operano nella filiera della mobilità e della logistica. “Raccogliamo la protesta di chi ogni giorno paga il prezzo più alto di un sistema dei trasporti sempre più fragile ovvero autisti, addetti alla logistica, lavoratori aeroportuali, rider e pendolari. Il gasolio ha superato soglie ritenute insostenibili dalle imprese di trasporto”, aggiungono Ronzoni e Di Cristina.
Secondo Uil Sicilia e Uiltrasporti Sicilia, una riduzione della velocità sulle principali direttrici autostradali aggraverebbe l’impatto del caro carburante, estendendo i tempi necessari alle consegne ed incrementando gli oneri di esercizio. “Non possiamo accettare che la Sicilia paghi ancora una volta il costo di decenni di ritardi, scarsa manutenzione e mancati investimenti”, affermano, ribadendo che “la sicurezza stradale è prioritaria e non è negoziabile”.
“Dietro quelle autostrade ci sono lavoratori e lavoratrici che ogni giorno si spostano per raggiungere il posto di lavoro, imprese che distribuiscono le merci e cittadini già provati dal caro carburante e dai costi della vita”, proseguono i due esponenti sindacali. La richiesta rivolta al Governo, alla Regione ed al Cas riguarda interventi urgenti sulle infrastrutture e sulle barriere, un cronoprogramma definito per i lavori, provvedimenti contro il rincaro dei carburanti e tutele per lavoratori, imprese e cittadini. “La Sicilia ha bisogno di viaggiare in sicurezza”, concludono Ronzoni e Di Cristina.