Il fronte della mobilitazione mette così in evidenza la pressione che si concentra sull’intera filiera della logistica e del trasporto merci, in un contesto in cui l’equilibrio economico delle imprese appare sempre più fragile.
Per gli operatori del settore, il nodo non riguarda soltanto il costo del carburante, ma l’accumulo di voci di spesa che incidono quotidianamente sull’esercizio dei mezzi e sulla sostenibilità delle singole commesse.
Rallentamenti, code e presìdi mobili stanno interessando da ieri varie aree della Puglia, dove camion, furgoni e motrici manifestano contro l’aumento dei costi che grava sull’autotrasporto. Ad Altamura, in provincia di Bari, i mezzi si avvicendano lungo le provinciali attorno al centro murgiano e, dalla mattinata, anche sulla statale 96 in direzione Bari, in entrambi i sensi di marcia. Le iniziative non configurano blocchi completi: la circolazione delle auto resta possibile, pur con inevitabili ripercussioni sulla fluidità del traffico.
La mobilitazione riguarda anche i caselli dell’A14 nel foggiano e Cerignola, mentre altri presìdi sono segnalati ad Andria, Corato ed in Basilicata. Numerosi tir sono inoltre in movimento da Brindisi verso Bari. In Puglia la protesta degli autotrasportatori procede insieme a quella degli agricoltori, con una presenza rilevante di olivicoltori.
Alla base dell’iniziativa, spiega all’Adnkronos Gianpiero Polignieri, autotrasportatore e giovane imprenditore titolare ad Altamura di un’impresa di trasporto conto terzi con furgoni, camion e altri mezzi, vi è una situazione economica ormai non più sostenibile. “Caro-carburanti, caro-vita, caro-dipendenti, caro-gommisti, tasse. La situazione è insostenibile per tutti, non solo per gli autotrasportatori”, afferma.
Secondo Polignieri, l’incremento delle spese operative non può essere trasferito integralmente ai committenti, che affrontano a loro volta costi crescenti. “Questi aumenti non riusciamo a ‘ribaltarli’ sulla committenza perché anche quest’ultima ha i suoi costi. In grossa parte ce li siamo assorbiti noi ma oggi non si può più andare avanti perché stiamo andando in perdita. Non guadagniamo quasi più nulla”, dichiara.
Il margine economico, aggiunge l’imprenditore, risulta tanto ridotto che anche un inconveniente tecnico durante una consegna può compromettere il risultato del viaggio. “Basta dire che, se nel corso di un viaggio si verifica una foratura o un piccolo danno al mezzo, finiamo per rimetterci”, conclude.