La debolezza del trasporto pubblico locale nelle principali aree urbane italiane si traduce in un aggravio diretto per i bilanci familiari: nelle 13 città metropolitane considerate, la necessità di ricorrere all’auto privata è costata quasi 5 miliardi di Euro nell’arco di dodici mesi.
Secondo il nuovo studio di Clean Cities, l’esborso aggiuntivo equivale a quasi 600 Euro l’anno per famiglia, ossia circa 50 Euro mensili. La coalizione europea, che riunisce oltre 130 Ong, associazioni ambientaliste, movimenti di base ed organizzazioni della società civile attive in 20 Paesi, definisce questo onere Tassa Petrolifera Locale: un costo che incide sul potere d’acquisto delle famiglie senza essere normalmente percepito come una componente dei servizi essenziali.
L’analisi è stata realizzata nell’ambito della campagna Mind the Gap!, promossa da Clean Cities per sollecitare il finanziamento del trasporto pubblico locale. Lo studio prende in esame il rapporto tra disponibilità dei servizi collettivi ed uso dell’automobile nelle grandi aree urbane, integrando i dati sulle vendite di carburanti del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, quelli sul parco veicolare dell’Automobile Club d’Italia e l’andamento dei prezzi alla pompa.
La ricerca distingue due elementi alla base del maggiore costo. Il primo è strutturale e deriva dall’insufficienza di collegamenti pubblici in grado di offrire un’alternativa paragonabile alla media europea. Il secondo ha natura congiunturale ed è associato agli aumenti del petrolio ed alle crisi geopolitiche. La sovrapposizione di questi fattori, rileva Clean Cities, rende la dipendenza dall’auto privata un onere economico concreto per le famiglie.