Oltre 308 milioni di Euro previsti per tutto il Sistema portuale del Mare Adriatico centrale, ripartiti tra i quasi 218 milioni di Euro per le Marche ed i quasi 91 milioni per l’Abruzzo. Sono queste le cifre per le opere finanziate o in fase di progettazione entro il 2028, contenute nel Piano operativo triennale 2027-2029, approvato ieri insieme al bilancio, dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale presieduto dal presidente Mirco Carloni e composto dall’ammiraglio ispettore Massimo Seno, direttore marittimo delle Marche, Sergio Strali per la Regione Marche, Simone Mancini per la Regione Abruzzo, Matteo Vichi per il Comune di Ancona, Stefano Cioppi per Pesaro. Hanno partecipato alla riunione, che si è svolta nella sede direzionale al porto di Ancona, i comandanti delle Capitanerie di porto del sistema portuale. È stato lo stesso presidente Carloni, al termine del comitato, a presentare il documento agli organi di informazione.
Per le Marche, nello specifico per Ancona, Falconara Marittima, Pesaro e San Benedetto del Tronto, significa poter contare su investimenti consistenti per dragaggi, lavori straordinari, nuove strutture e spazi dedicati alle attività cantieristiche, digitalizzazione dei processi, ammodernamento dei terminal, mitigazione dell’impatto ambientale e valorizzazione degli asset per restare competitivi in un sistema marittimo di scambi che sta vivendo una profonda trasformazione. Le opere più consistenti sono attese nel porto dorico, dove già nel 2027 sono previsti interventi di grande impatto per la competitività dello scalo. Immediatamente dopo l’approvazione della delibera, il presidente Carloni ha potuto firmare il decreto per il dragaggio dei fondali di fronte alle banchine dalla 19 alla 26, quest’ultima da portare a 14 metri di profondità. Questo accrescerà la competitività del porto dando la possibilità di attracco delle navi con maggiore pescaggio, in un contesto nel quale gli armatori stanno riorganizzando carichi e rotte commerciali per fronteggiare le tensioni internazionali su Hormuz e Suez.
Un’opera resa possibile grazie alla conferma, da parte del Cipess, dei fondi del Decreto Infrastrutture portuali dello scorso agosto 2026. Non solo. Il 2027 vedrà anche il termine dei lavori della Banchina 23, strategica per incrementare il numero di accosti operativi, l’avvio della gara per le opere di potenziamento della cantieristica navale nell’area Fincantieri (34,4 milioni di Euro) e dei lavori per l’arretramento del Molo Nord (11 milioni), con la preservazione della Lanterna Rossa e del murales dedicato a Monica Vitti. Il tutto nell’ambito, più generale, di un piano che apre a una profonda riorganizzazione dello scalo dorico, con la progressiva concentrazione delle attività commerciali nelle banchine più esterne e la riconversione del Porto Storico, destinato a rafforzare il proprio legame con la città attraverso nuove attività turistiche, culturali e legate alla nautica.
Per il 2027 l’Autorità portuale ha programmato investimenti per 67,8 milioni di Euro solo per le opere strutturali, mentre ammontano a 10,5 milioni le risorse per la digitalizzazione, la progettazione delle opere e le relative attività tecniche di preparazione e autorizzazione.
Nel 2028 sono programmate ulteriori opere come la riqualificazione dell’area ex-Fiera, mentre si è in attesa di conoscere l’esito della procedura di valutazione ambientale del Molo Clementino. E ancora. Nuove biglietterie, l’accoglienza passeggeri, il miglioramento della viabilità portuale ed il completamento dell’area ex-Tubimar – che ha registrato la firma dell’appalto per la demolizione- da destinare a nuovi spazi a disposizione del Distretto della Cantieristica di lusso. Investimenti che interessano un comparto strategico per l’economia e l’occupazione marchigiana. Secondo i dati, la cantieristica nautica ed il settore delle crociere di lusso sviluppano nelle Marche una produzione superiore a 1,5 miliardi di Euro annui, con oltre 3300 addetti diretti ed un indotto occupazionale stimato in più di 15.000 lavoratori. Una filiera produttiva ad alto valore aggiunto, che coinvolge grandi cantieri, imprese specializzate e numerose realtà manifatturiere del territorio.
Per quanto riguarda il porto di Pesaro, dove aprirà anche una nuova sede dell’Autorità, gli interventi riguardano dragaggio, manutenzione straordinaria e riqualificazione delle banchine, con investimenti per circa 14 milioni di Euro, mentre a San Benedetto del Tronto, il piano prevede interventi per il dragaggio ed il miglioramento dell'accessibilità portuale, oltre all'avvio della progettazione del primo stralcio della Darsena nord, infrastruttura per la quale è indicato un importo di 30 milioni di Euro. Sul fronte ambientale, il piano punta inoltre sull’elettrificazione delle banchine, sull’utilizzo di carburanti alternativi e sulla digitalizzazione della logistica, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e migliorare la gestione dei traffici portuali. L’obiettivo complessivo è migliorare l’efficienza del sistema portuale regionale e sostenere lo sviluppo economico e logistico.
Per quanto riguarda l’Abruzzo, il piano operativo 2027-2029 punta a progettazioni ed investimenti diffusi su Ortona, dove entro dicembre 2026 partirà la progettazione dei dragaggi (300 mila Euro) e nel 2027 quella del potenziamento della banchina di riva (30 milioni) e del centro servizi (8 milioni), oltre alla piena operatività del Molo Martello (4,5 milioni). Previsti anche 47 milioni di fondi Fsc per dragaggi e prolungamento della diga sud e il collegamento ferroviario Ten-T. A Pescara, apertura dell'ufficio Adsp entro novembre 2026 ed avvio della progettazione dei dragaggi (600 mila Euro) a gennaio 2027, con interventi su sicurezza, pesca e nautica. A Vasto, monitoraggio di opere per 44,65 milioni e 25 milioni di fondi Fsc per l'allungamento del Molo Sopraflutto e l'ampliamento del piazzale di Levante.