Per Schaeffler, la riorganizzazione industriale europea entra in una nuova fase. Il gruppo di Herzogenaurach prevede una riduzione netta di 3460 posizioni nel continente, con circa 2660 uscite concentrate in Germania, e lo stop delle attività in cinque impianti: quattro tedeschi ed uno belga. Il programma, comunicato ieri in occasione della diffusione dei risultati dei primi nove mesi, coinvolge complessivamente 16 siti e dovrebbe produrre i suoi effetti soprattutto nel 2027 e nel 2028.
L’intervento arriva a due anni dal piano varato nel novembre 2024, che contemplava 4700 esuberi lordi. A Francoforte il mercato ha accolto l’annuncio con un rialzo dell’1,8% del titolo. L’obiettivo economico dichiarato è un miglioramento annuo dei risultati di circa 300 milioni di Euro dal 2030; per realizzarlo, l’azienda stima costi straordinari per all’incirca 480 milioni, in larga misura da registrare già nel 2026.
Circa metà delle posizioni interessate appartiene alle funzioni produttive. Il 30% riguarda ricerca e sviluppo, mentre il restante 20% ricade sulle altre aree aziendali. In Germania, la misura equivale a circa il 9% della forza-lavoro core, pari a 31.957 persone al 30 settembre. Considerando i precedenti programmi ed i 1800 accordi di part-time pensionistico sottoscritti in ottobre, l’impatto complessivo raggiunge approssimativamente il 18%.
Tra le chiusure previste figurano Dortmund, con 430 addetti, e Morbach, con 160 dipendenti: entrambi gli stabilimenti sono specializzati in componenti destinati ai motori a combustione interna. Cesseranno inoltre le attività del sito berlinese, che impiega 270 persone, e di quello di Schwalbach; in quest’ultimo caso, gran parte dei 385 lavoratori sarà trasferita a Francoforte. Fuori dai confini tedeschi, la chiusura interesserà Herstal, in Belgio. Sono inoltre previste riduzioni di capacità a Herzogenaurach, Bühl, Höchstadt, Norimberga e Ratisbona, nonché in Francia e Slovacchia.
La società collega il piano alla contrazione del mercato, all’intensificarsi della pressione competitiva, alla domanda debole di veicoli con motore endotermico e ad un’elettrificazione che procede più lentamente delle attese. Incide anche il costo del lavoro per dipendente in Germania, indicato come superiore alla media. Il pacchetto comprende un “contributo di solidarietà”: una riduzione volontaria e temporanea delle retribuzioni estesa a tutti i livelli, a cominciare dal consiglio di gestione. Secondo il gruppo, questa scelta ha limitato il numero degli esuberi. Una parte delle posizioni verrà compensata da nuove assunzioni nei comparti della robotica umanoide e della difesa.
I risultati dei nove mesi confermano i dati preliminari diffusi il 13 ottobre. I ricavi si sono attestati a 17,5 miliardi di Euro, rispetto ai 17,7 miliardi dell’anno precedente, mentre il margine Ebit ante special items è salito al 4,5% dal 4,2%. Il free cash flow è risultato negativo per 40 milioni, contro un dato positivo di 47 milioni nel 2025. Nel solo terzo trimestre, i ricavi sono rimasti stabili a 5,8 miliardi, il margine si è portato al 4,2% dal 4,5% ed il free cash flow è stato positivo per 260 milioni. La divisione E-Mobility resta in perdita, con un margine del -14,8% nei nove mesi.
Resta invariata la guidance 2026: ricavi compresi fra 22,5 e 24,5 miliardi di Euro, margine Ebit ante special items tra il 3,5% ed il 5,5%, free cash flow nell’intervallo fra 100 e 300 milioni.
Klaus Rosenfeld, amministratore delegato di Schaeffler, ha dichiarato: “Vogliamo dimostrare che, nonostante il contesto difficile, è possibile e sensato sviluppare e produrre in Germania ed in Europa in modo competitivo nel lungo periodo”. Ig Metall ed il comitato aziendale di gruppo hanno criticato duramente la decisione, sostenendo che la sequenza di tagli e dismissioni “non è una strategia per il futuro della Germania come sede produttiva”.