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Divario Tpl tra Italia e città europee: criticità e rimedi

Offerta, domanda e finanziamenti: numeri e proposte per rilanciare il trasporto urbano

È stato pubblicato oggi "Mind the Gap", il dossier di Clean Cities che mette a confronto il servizio di trasporto pubblico locale (Tpl) italiano con le realtà urbane europee. L’analisi fotografa un divario significativo: in termini di offerta, misurata in posti‑km pro-capite, le città della top 3 europea (Praga, Madrid, Varsavia) offrono otto volte la dotazione media delle città del centro‑sud Italia. 

Analogo sbilanciamento emerge sull’utilizzo: per ogni utente del Tpl a Napoli, Palermo, Bari o Catania, le controparti di Varsavia, Parigi o Praga ne registrano otto. Le metropoli italiane presentano inoltre livelli strutturali inferiori: il rapporto tra posti a sedere e km pro capite è circa la metà rispetto alle principali città europee e la rete di trasporto rapido di massa (metro, tram, filobus) conta solo un quinto dei chilometri presenti nei centri di riferimento del continente. Il risultato operativo è una mobilità collettiva fortemente sotto‑utilizzata: i viaggi pro-capite annui con Tpl in molte città italiane sono fino a sei volte inferiori alla media europea. 

Sul fronte finanziario, il report segnala che il Fondo nazionale trasporti—principale fonte di ricavi per le aziende Tpl—ha perso circa 4 miliardi di Euro in termini reali negli ultimi cinque anni a causa dell’inflazione. Per colmare il gap, Clean Cities propone di riallineare la dotazione del Fondo ai valori reali del 2010‑2011, portandola a circa 6,5 miliardi a prezzi attuali, con uno stanziamento aggiuntivo in legge di bilancio di 1,2 miliardi per garantire maggiore sostenibilità finanziaria alle aziende di trasporto pubblico locale.

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