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Relitto del peschereccio "Acquario" individuato: recupero escluso

Sito a 385 m ispezionato con ROV: comandante non rinvenuto; avviso nautico e aggiornamento carte

Questa mattina alle 06:00 è stato localizzato il relitto del peschereccio "Acquario", affondato il 2 febbraio scorso al largo di Portofino (Genova). L'imbarcazione giace sul fondo a circa 385 metri di profondità; a bordo, tra i dispersi, c’era il comandante 63enne Dhib Zouahier, noto nella comunità marinara di Santa Margherita Ligure come "Michele". La scoperta è avvenuta grazie alle apparecchiature di bordo della nave spagnola Artabro, impiegata su mandato dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa, European Maritime Safety Agency). Le operazioni di ispezione del fondale sono state condotte con un drone subacqueo Rov sotto il coordinamento della Guardia costiera di Santa Margherita Ligure. 

Nonostante le immagini ed i rilievi batimetrici abbiano confermato la posizione del relitto, non è stato possibile rinvenire il corpo del comandante. L’analisi visiva del sito ha evidenziato un intrico complesso di legname, reti e parti meccaniche; la massiccia entangolazione e lo stato strutturale dello scafo rendono impraticabile qualsiasi tentativo di recupero del relitto con le tecniche ed i mezzi disponibili in sicurezza. Per questo motivo le autorità hanno escluso il recupero e valuteranno eventuali interventi futuri solo in funzione di nuove risorse o mutati presupposti operativi. Il comando della Capitaneria, rappresentato dal tenente di Vascello Donato Florio, provvederà ad inserire un avviso nautico e la segnalazione del relitto sulle carte per informare la navigazione ed aggiornare le banche dati cartografiche. Le autorità rimangono in contatto con la famiglia del comandante e con la comunità locale, cui è espressa solidarietà per la perdita.

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