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Speculazione sui carburanti, Costa: taglio accise e controlli

Prezzi alla pompa salgono più in fretta del petrolio: famiglie e trasportatori sotto pressione

I rincari sui carburanti stanno correndo a ritmi insostenibili, ed i segnali dai mercati non spiegano pienamente questa accelerazione: è, secondo Sergio Costa, vicepresidente della Camera, una dinamica che ha più dell’azione speculativa che di un riflesso automatico della crisi geopolitica. La tensione nello Stretto di Hormuz, innescata dall’escalation militare tra Stati Uniti, Israele ed Iran, esercita certamente pressioni sui mercati energetici mondiali, ma i prezzi alla pompa italiani aumentano molto più rapidamente del greggio e scendono molto più lentamente: un fenomeno che scarica sui bilanci delle famiglie e sui costi operativi delle imprese di trasporto l’onere di tensioni internazionali di cui non sono responsabili. 

L’Italia non dipende in modo significativo dalle forniture iraniane, e comunque ciò non giustifica listini che si aggiornano a salire in poche ore mentre le correzioni al ribasso richiedono settimane. Per gli addetti ai lavori — autisti, operatori logistici, piccoli trasportatori— questo significa margini compressi, inflazione sui servizi e tensioni nella catena distributiva. 

Costa chiede al Governo misure immediate: attivare il taglio delle accise previsto dal Documento di economia e finanza (Def) e potenziare i controlli antirincaro lungo la filiera della distribuzione carburanti, dalla raffinazione alla rete dei distributori. Proteggere il potere d’acquisto dei cittadini e garantire stabilità ai costi del trasporto non è una scelta politica secondaria, ma una necessità operativa per il funzionamento del sistema produttivo. Il richiamo è chiaro: interventi tempestivi e controlli stringenti per evitare che il peso di una crisi lontana ricada interamente su chi usa il veicolo per lavorare o mantiene in vita una piccola impresa.

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