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Porti strategici per l’economia nazionale: l’appello di Giorgetti

Gli scali marittimi come leva per energia, logistica e competitività

Nel corso dell’edizione 2026 di "Deportibus - Il festival dei porti che collegano il mondo", in corso a Ravenna dal 21 al 23 maggio (vedi Mobilità.news), Giancarlo Giorgetti ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico degli scali marittimi per l’economia nazionale. In un videomessaggio, il ministro dell’Economia e delle finanze ha sottolineato che i porti non possono più essere considerati semplici infrastrutture di supporto, ma nodi essenziali di un sistema che unisce mare, ferro, strada, digitale, energia e impresa.

"La crisi di Hormuz ha dimostrato che la chiusura di un choke-point produce effetti immediati su traffici, costi assicurativi, energia e logistica. Ciò ha confermato, ancora una volta, che la sicurezza marittima è ormai parte integrante della sicurezza economica nazionale", ha affermato.

Il ministro ha poi legato questa valutazione alla posizione dell’Italia, descrivendola come un Paese trasformatore, importatore di energia ed orientato all’export. Da qui, ha osservato, nasce la necessità di una consapevolezza più profonda sul valore dei porti, definiti infrastrutture strategiche e non mere strutture di servizio. Secondo Giorgetti, investire in modo efficace negli scali significa favorire la crescita dell’intero sistema territoriale, dalle aree retroportuali ai distretti produttivi, dall’autotrasporto alla logistica, fino alle imprese esportatrici.

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