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Mobilità sanitaria in crisi: il caro carburante colpisce ambulanze e volontariato

Patto per il Nord attacca: “Servono agevolazioni per i servizi essenziali e la mobilità delle persone fragili”

Il caro carburanti continua a pesare in modo sempre più evidente non solo sulle famiglie e sul trasporto privato, ma anche su un settore spesso poco considerato nel dibattito pubblico: quello del soccorso sanitario e del volontariato. Le associazioni che ogni giorno garantiscono trasporti urgenti e assistenza ai fragili si trovano a fare i conti con costi di esercizio in crescita costante, soprattutto legati al rifornimento dei mezzi.

A lanciare l’allarme è il movimento Patto per il Nord, che sottolinea come ambulanze e veicoli di emergenza percorrano migliaia di chilometri ogni giorno senza un adeguato sostegno per coprire le spese legate ai carburanti. Un problema che, secondo l’associazione, rischia di ribaltare un sistema che si basa in larga parte su volontariato, donazioni e contributi locali.

Le realtà più esposte sono quelle storicamente radicate nel territorio, come la Croce Verde e le altre associazioni di soccorso, impegnate quotidianamente nei trasporti sanitari, nell’assistenza durante eventi pubblici e nel supporto alle persone non autosufficienti.

Queste organizzazioni operano spesso con margini economici nettamente ridotti, basandosi su contributi non sempre sufficienti a coprire l’aumento dei costi energetici. In questo contesto, il rincaro dei carburanti incide direttamente sulla capacità operativa dei mezzi, riducendo le risorse disponibili per manutenzione, formazione e potenziamento dei servizi.

Secondo Patto per il Nord, sarebbe necessario introdurre misure di sostegno dedicate, in particolare agevolazioni fiscali o rimborsi mirati per i carburanti destinati ai servizi essenziali. Un’attenzione che dovrebbe riguardare anche le vetture intestate a persone con disabilità, per le quali l’automobile rappresenta spesso uno strumento di autonomia.

Mentre il mercato energetico continua a mostrare oscillazioni e incertezza sui prezzi, il settore del trasporto sanitario rischia di diventare uno degli anelli più fragili della catena della mobilità, con possibili ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.

 

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