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Ghio critica la convocazione di Rixi sulla riforma dei porti

Il deputato Pd accusa il Governo di svuotare il ruolo del Parlamento e degli enti locali

La disputa sulla riforma dei porti si riaccende dopo la nuova convocazione inviata dal viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi agli stakeholder del settore. A contestarla è Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e componente della Commissione trasporti, che in una nota parla di una gestione che, a suo giudizio, arriva tardi rispetto all’iter già impostato e finisce per ridimensionare il Parlamento.

“Il viceministro Edoardo Rixi aveva promesso una importante condivisione della riforma dei porti, ma oggi siamo alla parodia. Da una parte il governo svilisce ancora una volta il ruolo del Parlamento e convoca un incontro con diversi stakeholder del porto a iter già avviato, convocando in separata sede gli stessi soggetti che nelle stesse ore saranno auditi dalla commissione parlamentare”, afferma Ghio.

Nel suo intervento, la parlamentare dem solleva anche un tema di metodo, chiedendosi se Rixi intenda occuparsi insieme del piano legislativo e di quello esecutivo. A suo avviso, l’incontro con un centinaio di invitati non può supplire alla partecipazione mancata lungo il percorso, né può attenuare il peso di una procedura che definisce inusuale perché duplica gli auditi.

Rixi pensa di potersi occupare contemporaneamente del campo legislativo e di quello esecutivo? Se poi ritiene di recuperare con un unico incontro con cento invitati tutta la partecipazione che non c'è stata, provando a mettere una toppa a iter già avviato, svilisce anche chi nel porto opera a diverso titolo”, aggiunge.

Il vp Gruppo Pd richiama infine il passaggio in commissione parlamentare, dove sarebbe stata respinta la richiesta delle opposizioni di ascoltare i presidenti di regione ed i sindaci delle città portuali, indicati come i soggetti più direttamente coinvolti dagli effetti della riforma. Secondo il deputato, quelle ricadute comporterebbero una sottrazione di risorse per manutenzioni, sostegno al lavoro, sicurezza e formazione nei territori portuali. “Se non è sicuro della riforma, la ritiri e apra un percorso realmente partecipato per un testo davvero condiviso”, conclude.

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