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Scudo aereo: la Nato blinda i cieli contro i droni

I Paesi alleati stanziano un super budget da 40 miliardi di dollari

Il 7 luglio 2026, in occasione del forum sulla Difesa svoltosi ad Ankara, i Paesi membri della Nato hanno annunciato un imponente piano di investimenti da oltre quaranta miliardi di dollari, destinato nei prossimi cinque anni a potenziare radicalmente le capacità di difesa e contrasto alle minacce aeree senza pilota. Questa maxi-manovra militare risponde alla necessità urgente di neutralizzare i droni sui moderni scenari di guerra globale, un fattore strategico che ha radicalmente modificato i canoni del controllo dello spazio aereo. L'Alleanza Atlantica mira così a colmare i gap tecnologici attuali, accelerando l'integrazione di sistemi di sicurezza avanzati per rendere resiliente il proprio perimetro difensivo terrestre e marittimo di fronte alle nuove insidie geopolitiche.

Per supportare l'adozione diffusa di queste tecnologie e garantire un coordinamento efficace tra le varie forze armate, l'organizzazione internazionale si prefigge l'obiettivo di quintuplicare il numero di piloti e operatori specializzati nel settore droni entro la fine del 2027. Questo massiccio piano di addestramento centralizzato sfrutterà i programmi e le accademie di volo congiunte già attive in Europa, estendendo i moduli formativi alla gestione delle più recenti contromisure elettroniche e ai sistemi di abbattimento cinetico o laser.

Allo stesso tempo, per velocizzare gli approvvigionamenti industriali dei singoli governi, la Nato istituirà un vero e proprio mercato digitale condiviso dedicato ai dispositivi anti-drone. Questa piattaforma per gli acquisti rapidi funzionerà come un catalogo certificato di soluzioni belliche e di sorveglianza, assicurando che ogni strumentazione sia preventivamente testata sul campo dai tecnici dell'Alleanza, risultando così pienamente conforme e compatibile con i rigidi standard operativi occidentali prima di essere venduta e schierata in prima linea nei vari teatri operativi.

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