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Tassa sulle emissioni: la Sicilia rischia l'isolamento marittimo

Lo studio dell'Autorità portuale quantifica i rincari dell'Ets europeo sulle rotte chiave

L’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale ha presentato ieri un report scientifico per denunciare il pesante impatto economico della direttiva europea sui mercati marittimi (Eu Ets), che rischia di paralizzare i collegamenti commerciali tra l'isola e la terraferma. Lo studio evidenzia come il sistema di tassazione delle emissioni inquinanti stia provocando un vertiginoso aumento dei costi di gestione per le compagnie di navigazione, traducendosi in un imminente rincaro medio del quindici per cento sui biglietti per passeggeri e merci. L'allarme istituzionale punta a ridefinire le regole comunitarie prima che l'impennata delle tariffe comprometta definitivamente il diritto alla mobilità e la continuità territoriale della regione.

La ricerca, affidata alla società TiM10 con la supervisione scientifica dell'Università di Genova, quantifica la batosta finanziaria in oltre trenta milioni di euro complessivi all'anno. Nel dettaglio, la sola rotta tra Genova e Palermo subirà un aggravio di quasi venti milioni di euro, mentre il collegamento con Napoli registrerà oltre undici milioni di extra costi. Una situazione persino peggiore potrebbe profilarsi per i traghetti verso Lampedusa e le altre isole minori, dove l’esborso supererebbe il milione di Euro qualora Bruxelles respingesse la proposta di revisione attesa per il diciassette luglio. Invece di incentivare la transizione ecologica dello shipping, questa penale drena risorse vitali agli armatori, assorbendo annualmente fino all'undici per cento del valore economico necessario per acquistare navigli di nuova generazione a basso impatto ambientale.

Di fronte a questo scenario di distorsione del mercato, la presidente Annalisa Tardino ha sollecitato un intervento immediato degli organi comunitari affinché le tutele previste per gli scali minori vengano estese anche alle rotte principali dell'isola, prolungando le esenzioni fino al duemilatrentadue. Per la Sicilia il trasporto via mare non è un'opzione secondaria, bensì l’unico asse di collegamento praticabile per il trasferimento di merci industriali e per gli spostamenti quotidiani legati a motivi di lavoro, studio e salute. In un momento storico in cui la logistica mediterranea affronta già profonde riorganizzazioni delle filiere a causa delle tensioni globali, l’introduzione di balzelli così rigidi rischia di deprimere la competitività della manifattura locale, trasformando la decarbonizzazione in un insostenibile isolamento geografico ed economico.

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