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Ponte Morandi, arrivano le scuse di Autostrade alla vigilia del verdetto

L’amministratore delegato Arrigo Giana parla di «dovere morale»

Alla vigilia della tanto attesa sentenza di primo grado sul crollo del Ponte Morandi, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, ha formulato oggi a Roma formali scuse pubbliche a nome della società per il tragico disastro del 14 agosto 2018. La mossa giunge in un momento cruciale, mentre l'opinione pubblica e i familiari delle quarantatré vittime attendono il verdetto del tribunale ligure, segnando un momento di netta e profonda rottura con la linea comunicativa difensiva adottata dalla precedente gestione privata del gruppo.

L'iniziativa del manager si colloca in una fase storica di radicale trasformazione per il principale concessionario autostradale del Paese. Dopo l'acquisizione del controllo azionario da parte del consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti nel 2022, che ha sancito la definitiva uscita del gruppo Benetton dopo accese polemiche, ASPI ha avviato un imponente piano di ammodernamento della rete nazionale da oltre ventuno miliardi di euro, investendo massicciamente nelle tratte più critiche. Le scuse odierne, definite da Giana un’esigenza etica prescelta, mirano a ristabilire la fiducia con gli utenti e a riabilitare l’immagine di un'azienda che oggi impiega oltre diecemila lavoratori interamente focalizzati sulla manutenzione straordinaria e sul monitoraggio preventivo delle grandi opere.

Il maxiprocesso di Genova, che vede alla sbarra cinquantanove imputati tra ex dirigenti della concessionaria e tecnici ministeriali, si avvia così alla sua prima verità giudiziaria in un clima carico di fortissime aspettative sociali. La nuova dirigenza di vertice di Autostrade ha tenuto a precisare che l'attuale assetto industriale mette al centro della propria missione aziendale la sicurezza infrastrutturale avanzata e l'efficienza dei trasporti nazionali. Sebbene la giustizia debba ancora percorrere tutti i suoi gradi, l’ammissione di colpa morale da parte del vertice rappresenta un passaggio storico fondamentale per ridisegnare il futuro della sicurezza stradale e della mobilità dell'intero territorio nazionale.

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