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Emergenza Gargano: la logistica dei soccorsi aerei non funziona

La Puglia dipende dalle flotte di Lazio e Calabria, ritardando gli interventi

Domenica scorsa a Peschici, nel cuore del Gargano, il consigliere regionale pugliese Napoleone Cera ha sollevato una dura polemica sull'inefficienza logistica della flotta aerea antincendio, denunciando ritardi inaccettabili nelle operazioni di spegnimento a causa della totale assenza di basi operative vicine. Mentre le fiamme divoravano inesorabilmente la macchia mediterranea, la mancanza di un presidio locale ha costretto i fondamentali mezzi di soccorso a levarsi in volo da regioni limitrofe, dilatando drasticamente le tempistiche di una grave emergenza ambientale che richiedeva invece un'azione tempestiva ed immediata sul campo.

Il nodo centrale della delicata questione riguarda proprio la mobilità aerea legata al primo soccorso e la gestione logistica del territorio. Dover attendere cinquantacinque interminabili minuti per l'arrivo di un velivolo specializzato partito dalla base di Ciampino, oppure oltre un'ora per un mezzo proveniente da Lamezia Terme, rappresenta un vuoto organizzativo fatale per il fragile ecosistema locale. Questo grave deficit infrastrutturale trasforma frequentemente un rogo inizialmente domabile in un vasto disastro, evidenziando una preoccupante falla nel sistema dei trasporti d'emergenza che si ripresenta puntualmente ogni estate. La dislocazione strategica delle flotte aeree dovrebbe necessariamente garantire una copertura rapida e capillare, specialmente in un'area morfologicamente complessa come il promontorio pugliese. Spesso, infatti, l'avanzare incontrollato del fuoco arriva a lambire le principali arterie di comunicazione, paralizzando la viabilità stradale, bloccando i collegamenti essenziali ed isolando migliaia di turisti.

Di fronte a questa cronica dipendenza dai trasporti extraregionali, la spinosa problematica approderà a brevissimo sui banchi del Consiglio regionale pugliese. L'obiettivo politico è analizzare con estrema precisione l'attuale dispositivo antincendio, esaminando i dati reali sui mezzi effettivamente stazionati sul territorio ed i tempi di trasferimento aereo calcolati per raggiungere le zone di crisi. Non si tratta di episodi sfortunati, bensì di una palese disfunzione nella pianificazione delle rotte di emergenza. Ottimizzare le tratte di volo e stabilire nuove basi logistiche significa salvaguardare l'incolumità pubblica, evitando che la lentezza della macchina dei soccorsi continui a paralizzare il territorio ed a bruciare il futuro della Capitanata.

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