Il 30 luglio 2026, l'associazione Unem ha espresso forte preoccupazione in merito al Decreto Omnibus, l'Atto del Governo attualmente in fase di approvazione finale al Parlamento, criticando le nuove norme sulla fiscalità delle flotte aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti. Secondo la rappresentanza dell'industria petrolifera e della raffinazione, il provvedimento non risolve le criticità del sistema vigente, continuando a penalizzare la decarbonizzazione del settore dei trasporti. L'ente sottolinea come la legislazione continui a privilegiare determinate motorizzazioni a scapito di un criterio meritocratico basato sull'effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti e climalteranti generato dai veicoli.
Al centro delle contestazioni mosse da Unem vi è il mancato riconoscimento dei biocarburanti e dei combustibili rinnovabili sostenibili, vettori già disponibili che permettono di ridurre la footprint carbonica del parco circolante esistente senza imporre l'immediata sostituzione dei mezzi aziendali. Inquadrando la questione nell'ambito dell'analisi dell'intero ciclo di vita dei veicoli, il rigido impianto sanzionatorio o premiante basato sulla sola tipologia di alimentazione finisce per contraddire l'approccio orientato alla neutralità tecnologica che l'Italia ha difeso a Bruxelles. Il rischio evidenziato è quello di distorcere il mercato della mobilità corporate con incentivi sbilanciati e poco efficaci per il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
In un momento in cui le aziende italiane stanno riorganizzando la gestione dei benefit aziendali per rispondere alle direttive europee sulla sostenibilità, Unem sollecita il Parlamento a emendare il testo prima della conversione definitiva. Introdurre una fiscalità parametrata sui risultati reali di decarbonizzazione consentirebbe di valorizzare il contributo delle filiere energetiche avanzate e delle miscele biologiche. L'armonizzazione della leva fiscale con le prestazioni ecologiche effettive rappresenta un tassello fondamentale per sostenere la transizione ecologica delle flotte aziendali garantendo equità competitiva e continuità operativa al comparto della logistica passeggeri.