L'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha consolidato le restrizioni sul settore dell'autotrasporto applicando la revoca della patente professionale Cdl a circa 200mila camionisti immigrati con status temporaneo, proponendo al Congresso la legge "Dalilah Law" per vietare il rilascio di licenze ai non cittadini. La misura, giustificata dalla Casa Bianca con motivi di sicurezza stradale dopo alcuni incidenti, colpisce in modo diretto la logistica dei trasporti proprio mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha dovuto sospendere i pattugliamenti aggressivi dell'Ice dopo alcuni decessi verificatisi durante i fermi di controllo.
L'iniziativa governativa mira a rimpiazzare gli autisti stranieri con veterani americani, ma rischia di compromettere la tenuta della filiera distributiva nazionale. La revoca delle licenze si inserisce infatti in un contesto economico segnato da una grave carenza strutturale di manodopera, con la gran parte delle aziende di trasporto merci che segnala enormi difficoltà nel reclutare conducenti a causa dell'elevata età media della categoria e delle estenuanti condizioni di lavoro. Le associazioni di settore evidenziano come la rimozione di decine di migliaia di lavoratori qualificati rischi di bloccare la movimentazione delle merci su gomma in tutto il Paese.
Per arginare l'emergenza e garantire la continuità dei rifornimenti, le grandi catene della distribuzione organizzata come Walmart hanno reagito alzando gli stipendi annuali fino a 130mila dollari per attirare nuovi guidatori. Resta tuttavia l'incertezza sulla capacità del mercato interno di colmare un vuoto organico così profondo, mentre crescono i dubbi sull'impatto economico che questa politica di fermo amministrativo produrrà sui costi finali della logistica americana.