Il 5 agosto 2026, l'operazione "Strade Sicure" ha raggiunto il traguardo dei diciotto anni di attività continuativa sul territorio italiano, confermandosi la missione a più lunga durata promossa dal Ministero della Difesa in supporto alle forze dell'ordine. Come ricordato dalla senatrice e sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, l'iniziativa si è evoluta con l'introduzione della sezione "Stazioni Sicure", un dispositivo interforze che integra Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Ferroviaria per vigilare ventiquattro ore su ventiquattro sui principali nodi infrastrutturali del Paese e contrastare la microcriminalità nei luoghi a elevata densità di passeggeri.
L'impegno strategico del Ministero si traduce nell'impiego complessivo di 6.800 uomini operativi in una sessantina di città e nei dodici scali ferroviari più trafficati della penisola, tra cui lo snodo di Roma Termini. L'impianto di sorveglianza adotta un modello flessibile capace di alternare presidi fissi a ronde dinamiche, modulando la presenza dei mezzi in base alle oscillazioni dei flussi di pendolari e turisti. Durante i periodi di stasi notturna le pattuglie vengono riorganizzate per garantire la massima tempestività di intervento alle prime ore del mattino, quando la mobilità su ferro riprende a pieno ritmo.
L'integrazione tra la vigilanza dell'Esercito e il lavoro della Polfer rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela dei passeggeri e per la salvaguardia dell'efficienza dei trasporti pubblici urbani e interurbani. Il continuo rafforzamento del pattugliamento nei punti critici dell'infrastruttura nazionale punta non soltanto ad abbattere gli indici di reato, ma anche a consolidare il senso di protezione percepito dalla collettività in transito, trasformando la presenza delle divise in un fattore chiave per la vivibilità e l'attrattività dei nodi di scambio dell'intero sistema di mobilità del Paese.