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Emergono quattro salme a Zarzis: scatta l'allerta marittima

Segnalazioni dalle ONG: la centrale di Roma sollecita gli interventi di Tunisi e Tripoli

Nella giornata di ieri, 25 agosto 2026, la Guardia Costiera italiana ha coordinato il rilancio delle comunicazioni d'emergenza alle autorità marittime estere dopo che una nave e un velivolo di organizzazioni non governative hanno avvistato quattro salme in avanzata decomposizione al largo di Zarzis, a circa trentasei miglia nautiche dalle coste della Tunisia. L'episodio, registrato in uno specchio d'acqua ricadente sotto la responsabilità di ricerca e soccorso di Tunisia e Libia, rappresenta l'ennesima drammatica conseguenza delle traversate irregolari nel Mediterraneo centrale, dove l'assenza di un pattugliamento navale strutturato continua ad alimentare un bilancio umano drammatico.

La prima segnalazione è arrivata al Centro Operativo Nazionale di Roma da un'imbarcazione umanitaria impegnata nelle attività di monitoraggio navale, la quale ha avvistato tre corpi alla deriva. A breve distanza temporale, un aereo di ricognizione civile ha individuato una quarta salma nella medesima area marittima, senza che sia stato possibile accertare una diretta correlazione tra i due eventi. Le rilevazioni e le relative coordinate geografiche, già inviate dai mezzi privati ai centri di soccorso di Tunisi, Tripoli e La Valletta, sono state formalmente inoltrate dalla centrale della Guardia Costiera per sollecitare un rapido intervento di recupero nei quadranti interessati.

Il triste ritrovamento si inserisce nel drammatico contesto dei recenti naufragi avvenuti nella regione, che hanno visto la Guardia Nazionale tunisina condurre estese operazioni di ricerca attorno a Zarzis dopo il ribaltamento di diverse imbarcazioni di fortuna. Questo scenario evidenzia la costante fragilità dei corridoi marittimi nordafricani e l'assoluta necessità di perfezionare i protocolli di scambio dati tra le diverse sale operative d'Europa e del Nord Africa. Una gestione efficace della mobilità e della sicurezza in mare non può prescindere da una cooperazione logistica trasparente e immediata, in grado di coordinare tempestivamente le risorse navali nelle zone SAR a maggior rischio.

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