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Motori F1, la Ferrari incassa le concessioni: caccia a Red Bull

Risorse aggiuntive al reparto corse per velocizzare lo sviluppo dell'ICE

In queste ore la Federazione Internazionale dell’Automobile ha sbloccato a Parigi importanti concessioni di sviluppo per la Scuderia Ferrari, posizionata nella fascia di ritardo prestazionale superiore al 4% sul motore termico rispetto al riferimento Red Bull-Ford. Il provvedimento, scaturito dalle analisi telemetriche effettuate al termine del Gran Premio d’Ungheria, garantisce al team guidato da Fred Vasseur una dote di 4,65 milioni di dollari extra sul tetto di spesa ordinario e 110 ore aggiuntive di test al banco prova.

L’intervento rientra nel quadro delle "Additional Development and Upgrade Opportunities", la norma pensata dal governo del motorsport per riequilibrare i valori in campo all’alba della rivoluzione tecnica 2026. L’esigenza federale nasce dalla volontà di scongiurare un dominio monomarca duraturo e preservare la spettacolarità del mondiale. L’analisi accurata sui flussi di carburante e sull’erogazione dell’unità motrice ha così spinto la FIA a concedere quattro omologazioni straordinarie alla Rossa nell’arco del biennio, distribuite equamente tra il campionato in corso e la stagione successiva. Un margine d'azione analogo è andato ad Audi e Honda, mentre Mercedes ha ottenuto vantaggi più contenuti e il blocco Red Bull-Ford si conferma il riferimento assoluto senza alcun bonus.

Il lavoro nella Gestione Sportiva prosegue a pieno ritmo e con estrema riservatezza, focalizzandosi sul perfezionamento della camera di combustione, dell’impianto di sovralimentazione e dell’intesa con i carburanti sintetici forniti da Shell. L’obiettivo primario dei tecnici emiliani è accelerare la deliberazione della seconda specifica evolutiva per testarla nell’appuntamento di Monza, tracciato storicamente esigente nei lunghi rettilinei. A Maranello prevale una visione pragmatica: gli strumenti regolamentari offrono una grande opportunità tecnologica, ma solo il verdetto della pista e la ricerca della massima affidabilità stabiliranno se il gap dai primi potrà essere colmato.

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