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Nautica, slitta la stretta sulle barche con bandiera estera

Il Governo proroga al 31 ottobre i controlli d'idoneità

Nelle scorse ore il Governo italiano ha rinviato ufficialmente al 31 ottobre la contestata stretta sui diportisti nazionali in possesso di scafi registrati oltreconfine, approvando un'apposita proroga all'interno del Decreto Omnibus firmato il 7 agosto. Il provvedimento, introdotto a inizio maggio tramite l'articolo 26-ter del Codice della Nautica, imponeva ai proprietari residenti in Italia di esibire certificazioni aggiuntive di idoneità rilasciate dalle autorità locali per poter navigare nelle acque territoriali. La decisione governativa di congelare temporaneamente i controlli e le sanzioni durante il culmine della stagione estiva è giunta per evitare la paralisi del turismo nautico e far fronte ai numerosi ricorsi presentati alla Commissione Europea per presunta violazione dei principi di libera circolazione comunitaria.

La ratio ufficiale del rinvio punta a concedere più tempo agli enti tecnici per strutturare le procedure di ispezione, ma la vicenda evidenzia evidenti lacune legislative. L'obbligo era stato inizialmente giustificato con la necessità di prevenire danni ambientali lungo i litorali, quando in realtà l'intento primario consisteva nel disincentivare il fenomeno della delocalizzazione navale verso registri stranieri a tassazione agevolata. Chiedere requisiti tecnici supplementari unicamente alle imbarcazioni di cittadini italiani, a parità di stazza e di paviglione estero esposto, ha generato una palese disparità di trattamento rispetto agli altri naviganti dell'Unione Europea, scatenando le proteste delle associazioni di settore e degli operatori della mobilità marittima.

Questa tregua burocratica consente al comparto della nautica da diporto di completare la stagione turistica senza il rischio di sequestri o contenziosi in banchina. Tuttavia, il nodo normativo resta irrisolto: entro l'autunno il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà ridefinire la materia, decidendo se revisionare in modo strutturale le verifiche sulle imbarcazioni estere o ritirare definitivamente una misura che rischia di penalizzare la filiera della nautica e l'attrattività dei porti turistici italiani.

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