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Emergenza mare in Campania: abusivismo e scarichi tossici

Tra illeciti ambientali e ritardi nella depurazione delle acque

Legambiente ha presentato i dati ufficiali del report "Mare Monstrum", incoronando la Campania come la regione italiana più colpita dai reati contro il mare e l'ambiente costiero. I numeri raccolti dall'associazione evidenziano una pressione illegale costante sul litorale, segnata da oltre quattromila reati contestati e da migliaia di sanzioni amministrative comminate dalle forze dell'ordine e dalla Capitaneria di porto. La criticità principale riguarda il sistema di depurazione ed i versamenti illeciti, un settore dove il territorio campano raccoglie da solo quasi un quarto delle infrazioni registrate sull'intero territorio nazionale.

La presentazione del dossier precede le celebrazioni in memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica che ha speso la propria vita per la tutela del paesaggio e della legalità marittima. Il monitoraggio mette a nudo una rete infrastrutturale inadeguata, dove il mancato completamento delle reti fognarie si intreccia con l'assenza di depuratori moderni, danneggiando gravemente la biodiversità e l'attrattività turistica delle aree costiere. Oltre alla gestione delle acque, la cementificazione abusiva continua a sottrarre spazio al demanio marittimo, limitando l'accesso pubblico alle spiagge e alterando l'equilibrio idrogeologico delle scogliere.

Per invertire la rotta e proteggere l'economia del mare, si rende necessaria una strategia integrata che unisca la rigida esecuzione delle demolizioni degli abusi edilizi al potenziamento dei controlli sulla filiera della pesca. L'ammodernamento dei sistemi fognari e l'adeguamento delle infrastrutture ambientali rappresentano il passaggio fondamentale per garantire la salute del bacino mediterraneo, trasformando la tutela del territorio in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

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