La Procura della Repubblica di Milano ha aperto ufficialmente lunedì sette settembre un fascicolo d'inchiesta per inquinamento ambientale a seguito del grave sversamento di idrocarburi che tra venerdì e sabato ha devastato le acque del Naviglio Grande. Le indagini, attualmente a carico di ignoti e coordinate dalla pubblico ministero Giulia Floris sotto la supervisione del procuratore capo Marcello Viola, mirano a individuare i responsabili di una scia di oli esausti estesa per oltre ventotto chilometri, da Magenta fino al centro del capoluogo lombardo. L'ipotesi di reato iniziale riguarda il danno idrico, ma gli inquirenti non escludono la matrice dolosa di un gesto che ha messo a duro prova l'infrastruttura d'acqua e la biodiversità dell'intero bacino fluviale milanese.
Le operazioni di contenimento e bonifica hanno visto l'impiego straordinario dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri della Stazione di Magenta e degli agenti delle Polizie Locali dei diversi comuni rivieraschi. Squadre d'emergenza dell'Arpa e tecnici della protezione civile sono intervenuti tempestivamente ponendo barriere assorbenti lungo il percorso del canale per arrestare l'avanzata della chiazza tossica prima che potesse raggiungere la Darsena e la rete dei canali irrigui agricoli. I rilievi chimici e le prime relazioni tecniche consentiranno nei prossimi giorni di definire con precisione la composizione esatta degli oli versati e di tracciare la provenienza del fluido nocivo lungo la rete di scarico industriale.
Il disastro ambientale riapre l'attenzione sulla fragilità delle vie d'acqua lombarde e sulla necessità di potenziare i sistemi tecnologici di monitoraggio remoto lungo i canali navigabili. Il Naviglio Grande rappresenta una risorsa fondamentale per la mobilità turistica sostenibile e per la mitigazione ecologica dell'area metropolitana milanese. Un episodio di questa gravità evidenzia l'urgenza di installare sensori avanzati e telecamere di sorveglianza in prossimità dei punti di scarico, garantendo una protezione rigorosa a una rete idrica storica che unisce la periferia industriale al cuore della città.