Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) e le milizie iraniane dei Pasdaran si sono resi protagonisti l'8 settembre 2026 di una violenta escalation militare nell'area dello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman, culminata con l'abbattimento di cinque petroliere iraniane e la minaccia di attacchi diretti agli scali commerciali di Kuwait e Bahrein. Le operazioni belliche nel punto di snodo fondamentale per i traffici internazionali hanno provocato la reazione immediata dei mercati finanziari ed energetici, spingendo la mattina del 9 settembre la quotazione del barile di Brent oltre la soglia dei 100 dollari per la prima volta da luglio. L'impatto si scarica direttamente sulla catena dei trasporti globali, dove i costi di spostamento delle merci e i noli marittimi stanno subendo impennate senza precedenti.
L'estensione del perimetro del conflitto dal braccio di mare agli insediamenti portuali ha costretto le compagnie di navigazione a riconsiderare l'intera pianificazione delle rotte commerciali. Il flusso di greggio lungo la rotta mediorientale risulta dimezzato rispetto ai volumi ordinari, mentre la circolazione delle navi metaniere per il trasporto di gas naturale liquefatto è ferma da settimane. Le alternative operative per evitare il blocco totale dei rifornimenti, come le complesse manovre di trasbordo del carico tra imbarcazioni al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti e del Qatar, richiedono tempi prolungati e personale altamente specializzato, determinando un aggravio di costi che supera le centinaia di migliaia di euro per singola operazione.
A gravare sul settore automobilistico e sul trasporto merci intermodale è soprattutto l'esplosione dei premi assicurativi contro i rischi di guerra. Le sanzioni e le minacce di sequestro navale hanno portato le polizze integrative per le navi in transito a toccare valori fino al 10% del valore del natante. Questa impennata ha spinto i vettori del settore container a introdurre tariffe straordinarie legate alla geopolitica, destinate a scaricarsi sui costi di sbarco dei prodotti raffinati e delle materie prime nei porti di tutto il mondo.