Il Centro studi e statistiche dell'Unrae ha diffuso le stime elaborate sui dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti riguardanti il mercato italiano dei veicoli rimorchiati nel bimestre estivo. I dati evidenziano un andamento altalenante nel comparto sopra le tre tonnellate e mezza, con un calo del sei virgola sei per cento a luglio, pari a millecinquecentotrentatre unità immatricolate, ed un parziale recupero ad agosto del cinque virgola otto per cento con novecento mezzi. L'analisi congiunturale dell'associazione dimostra che l'inversione di tendenza registrata ad agosto non compensa le perdite precedenti, portando il bilancio complessivo dei primi otto mesi ad una crescita minimale dello zero virgola cinque per cento con diecimilatrecentocinquanta immatricolazioni totali.
L'instabilità della domanda riflette le incertezze normative ed economiche che pesano sugli operatori della logistica e dell'autotrasporto, frenando gli investimenti per l'ammodernamento dei parchi veicolari. Di fronte a questa stasi strutturale, il coordinatore del Gruppo Rimorchi di Unrae Michele Mastagni sollecita le istituzioni a rendere pienamente operativo il Fondo pluriennale per il rinnovo della flotta, stabilendo criteri trasparenti ed erogazioni veloci dei contributi previsti a partire dal 2027. La disponibilità di incentivi certi rappresenta il presupposto fondamentale per consentire alle aziende logistiche di pianificare la sostituzione dei mezzi pesanti, incrementando la sicurezza e l'efficienza della catena di distribuzione delle merci lungo la rete stradale.
Accanto alle misure nazionali, il settore attende chiarezza sull'applicazione del sistema europeo Vecto per la misurazione delle emissioni di anidride carbonica in vista dei target di sostenibilità del 2030. L'associazione chiede che le regolamentazioni comunitarie considerino la reale capacità di carico e le diverse condizioni di utilizzo quotidiano dei semirimorchi, evitando penali sproporzionate che aumenterebbero i costi d'acquisto. Senza sostegni finanziari adeguati e requisiti tecnici realistici, la decarbonizzazione del trasporto merci rischia di rallentare, precludendo l'adozione di soluzioni tecnologiche avanzate capaci di coniugare il rispetto dell'ambiente con la redditività d'impresa.