La drastica riduzione dei fondi statali destinati all'eolico off-shore del porto di Taranto ha scatenato la dura reazione di Confindustria Taranto contro il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica. La recente rimodulazione dei finanziamenti comunicata alle Autorità di sistema portuale ha tagliato le risorse previste per lo scalo ionico da 28,5 milioni ad appena 14 milioni di Euro. Il vertice dell'associazione degli industriali locali, Salvatore Toma, ha espresso forte allarme per un ridimensionamento che rischia di compromettere la riconversione economica del territorio e lo sviluppo delle infrastrutture logistiche legate alle energie rinnovabili. Il taglio ministeriale si inserisce in una fase complessa per i porti del Mezzogiorno, impegnati nella modernizzazione dei bacini marittimi.
Secondo gli industriali pugliesi, il ridimensionamento dei contributi pubblici penalizza ingiustamente uno snodo strategico per la filiera industriale delle fonti pulite nel Mediterraneo. La realizzazione del polo dedicato all'assemblaggio ed alla manutenzione delle pale eoliche marine rappresenta un pilastro fondamentale per diversificare l'economia tarantina, offrendo nuove opportunità occupazionali e riassorbendo la forza lavoro uscita dai complessi processi di ristrutturazione dell'ex-Ilva. La perdita di oltre la metà degli investimenti pianificati frena bruscamente il percorso di decarbonizzazione e le aspirazioni di crescita della mobilità marittima sostenibile, riducendo l'attrattività dello scalo nei confronti dei grandi operatori internazionali del settore energetico.
Le categorie produttive sollecitano le istituzioni centrali affinché il definanziamento stabilito dal dicastero sia soltanto un provvedimento temporaneo da correggere tempestivamente nei prossimi passaggi parlamentari. L'auspicio espresso dalle imprese è che la imminente manovra economica possa reintegrare integralmente i capitoli di spesa destinati alla portualità ionica, potenziando gli stanziamenti per la transizione ecologica dei trasporti commerciali. Il rilancio dello scalo marittimo attraverso l'eolico galleggiante resta una sfida irrinunciabile per garantire la competitività economica della Puglia, rafforzando la rete logistica nazionale ed il ruolo strategico dell'Italia nelle rotte dell'energia sostenibile.