Venerdì scorso, nella cornice di Palazzo Colonna a Roma, il Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Fabrizio Urbani, ha tracciato il futuro della logistica regionale durante l'evento per gli ottant'anni di ALAS Confetra Lazio. L'obiettivo primario emerso dal vertice è potenziare le infrastrutture commerciali e intermodali per connettere efficacemente lo scalo di Civitavecchia con l'intero tessuto produttivo laziale.
Oltre a consolidare la leadership globale nel comparto passeggeri e crocieristico, il fulcro della nuova strategia marittima è il traffico merci. Urbani ha evidenziato l'urgenza di ultimare la superstrada Civitavecchia-Orte, un cantiere storicamente complesso ma vitale per agganciare il porto ai corridoi nazionali ed europei come l'A1 e la E45. Sul versante ferroviario, i collegamenti dell'ultimo miglio sono già realtà e a breve il Comitato di Gestione approverà il regolamento per rendere l'infrastruttura pienamente operativa. L'istituzione della Zona Logistica Semplificata laziale giocherà un ruolo determinante, agevolando gli investimenti nel retroporto e rafforzando le sinergie con snodi cruciali come Santa Palomba.
La sfida logistica richiede navi che ripartano cariche di esportazioni, abbattendo la movimentazione diseconomica dei container vuoti. Questo rilancio non riguarda solo Civitavecchia, ma coinvolge l'intero tridente portuale laziale, valorizzando le vocazioni specifiche di ogni scalo. A Fiumicino procedono speditamente i lavori per la nuova darsena pescherecci, primo tassello del futuro porto commerciale pubblico concepito per accogliere le imbarcazioni di ultima generazione. Questo hub aprirà inedite opportunità mercantili per l'area metropolitana romana. Parallelamente, gli scavi dei fondali e l'ammodernamento delle banchine a Gaeta stanno potenziando le operazioni commerciali del sud pontino, attirando anche il turismo di nicchia delle navi boutique.
La visione complessiva mira a creare una piattaforma intermodale coesa a livello regionale. Soltanto trasformando concretamente i cantieri infrastrutturali in traffici commerciali reali sarà possibile proiettare definitivamente Roma e tutto il Lazio al centro delle grandi rotte mercantili internazionali, unendo mare, ferro e gomma in sinergia.