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Lazio, piattaforma logistica verso il Nord Africa

Porti, ferrovia ed interporti al centro di una strategia integrata per il Mediterraneo

La prospettiva di una piattaforma logistica laziale più integrata, capace di connettere scali marittimi, rete ferroviaria, aeroporto ed interporti, è stata al centro del confronto sulle relazioni tra i porti del Lazio ed il Mediterraneo. L’obiettivo indicato è rafforzare il posizionamento della regione nei traffici mediterranei ed aprire nuovi canali commerciali verso i Paesi del Nord Africa.

L’incontro si è svolto nel programma di Fiumicino in Blu e del Blue Planet Economy Expoforum, appuntamento dedicato all’economia del mare promosso da Fiera Roma dal 21 al 24 ottobre con il sostegno della Regione Lazio, di Lazio Innova e della Camera di commercio di Roma, tramite l’Azienda speciale Sviluppo e Territorio. Organizzato dal Consorzio Nautico del Lazio, il panel è stato moderato da Donato Caiulo, presidente del Propeller International Club Roma. Dal dibattito è emersa l’esigenza di una strategia comune che trasformi la collocazione geografica del territorio in un effettivo fattore di competitività, intervenendo sul rafforzamento delle infrastrutture, sull’alleggerimento degli iter amministrativi e sulla capacità delle imprese di proporsi unitariamente sui mercati esteri.

Nel corso dei lavori è stata comunicata anche la programmazione di una missione imprenditoriale in Libia, finalizzata a generare occasioni di collaborazione economica. Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio paritetica Italo-Libica, ha illustrato le possibili direttrici di cooperazione con la sponda meridionale del Mediterraneo, richiamando il potenziale di Misurata. Il suo porto, le dotazioni infrastrutturali e la zona franca a vocazione industriale e logistica possono costituire un riferimento per gli scambi con l’Africa ed una leva per le imprese italiane che intendono avviare o consolidare la propria attività nel mercato libico. Per tradurre questa opportunità in presenza commerciale, è stata evidenziata la necessità di mettere a valore know-how, tecnologie e servizi italiani, riducendo la dispersione delle iniziative e costruendo un’offerta coordinata in grado di confrontarsi con i principali operatori internazionali.

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